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luglio 2012

Sindaco di strada

DE MAGISTRIS: AZIONE CIVILE CONTRO REALFONZO. DA LUI DIFFAMAZIONE

Ho dato mandato ai miei legali di presentare un’azione civile, avanzando richiesta di 1 milione di euro, in relazione alle dichiarazioni rilasciate dall’ex assessore Realfonzo nell’intervista pubblicata sul sito on line de ‘Il fatto quotidiano’. Si tratta infatti di una intervista dal contenuto diffamatorio, fondata su falsità provenienti da un soggetto che, in questo modo, non fa altro che confermare il proprio fallimento politico come assessore, scaricando livore su chi gli ha dato piena fiducia per un anno. Parole, quelle di Realfonzo, che risultano offensive non solo e non tanto verso di me e la mia giunta, quanto verso una città intera che ha rialzato la testa, dimostrando discontinuità col passato e desiderio di legalità, come confermato dalla forte credibilità nazionale e internazionale che oggi Napoli può vantare. Se fosse vera soltanto una metà di quello che egli afferma, allora c’è da chiedersi come mai non si sia spontaneamente dimesso invece di attendere la mia sfiducia, continuando a far parte di una giunta di cui ha condiviso ogni atto e ogni provvedimento. Il ricavato dell’azione civile da me intrapresa sarà destinato integralmente alle fasce deboli della nostra città.

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Sindaco di strada

http://www.youtube.com/watch?v=OpqZdVUSeUI

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http://www.youtube.com/watch?v=qGqgQL3Cp9w

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Sindaco di strada

Sarebbe bello se tutte le cittadine e tutti i cittadini che vogliono la verità sulle stragi e la trattativa sottoscrivessero il discorso tenuto dal pg di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, a via d’Amelio il 19 luglio. Io lo sottoscrivo. Ero presente e posso dire che è stato un discorso vero, forte e commovente. Scarpinato ha ricordato l’esistenza di pezzi deviati delle istituzioni, nel passato e nel presente, che a parole celebrano l’antimafia, salvo poi smentirla nei fatti con comportamenti torbidi e vergognosi. Stiamo parlando del motivo per cui Paolo Borsellino è stato ucciso: l’opposizione alla deviazione di una parte dello Stato che scelse di trattare con la mafia. Ieri come oggi, allora, deve restare alta la guardia da parte della società civile per vigilare sulla democrazia e la giustizia

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Sindaco di strada

Non possiamo pagare debiti che non ci riguardano perchè frutto del passato. Non chiediamo che questo debito del Comune scompaia, ma che si possa spalmare negli anni per poter governare. Siamo comunque rispettosi: in attesa che il Governo si ricordi di Napoli, stiamo intervenendo su tutte le priorità indicateci, come la lotta agli sprechi, l’evasione, la valorizzazione del patrimonio immobiliare. Certo, e lo dico con amara ironia, forse paghiamo il fatto che non abbiamo lobby, potentati o grembiulini alle spalle. Ma si deve comprendere che senza Napoli non c’è crescita per il Sud e il paese. Chiedo dunque al governo di tener conto del nostro sforzo perchè, se non dovesse farlo, il mio atteggiamento sarà molto diverso rispetto a quello tenuto fino ad ora: non esiterò a schierarmi a difesa dei diritti dei cittadini. Il tempo massimo non è ancora scaduto, ma sta scadendo. Voglio ringraziare i ministri dell’Interno, della Funzione pubblica e della Coesione territoriale che hanno mostrato sensibilità, ma ricordo al governo che è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti. E dico invece al ministro della Giustizia che i napoletani sono stanchi di sentire qualunquismi di folklore quando si parla della loro città, perchè non ci interessano sermoni ministeriali sui giornali, siamo infatti impegnati a fronteggiare i problemi concreti. Se il ministro vuole promuovere legalità e giustizia, allora non disponga tagli ai tribunali

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Ministro Severino non posso accettare le sue parole

Un sindaco si aspetta che un ministro della Giustizia metta in campo tutte le iniziative possibili per rafforzare le strutture giudiziarie che operano contro il crimine e il crimine organizzato, invece il ministro Severino agisce in senso contrario, si veda il provvedimento della spending review in materia. Come sindaco di Napoli non posso accettare la legalità predicata, cioè esplicata solo per mezzo di parole roboanti che poi trovano smentita nei fatti, cioè nelle scelte politiche operate che certo non sostengono l’attività giudiziaria. Come sindaco di Napoli non posso accettare che queste parole roboanti precipitino dall’alto e da Roma mentre sul territorio e in prima fila ci sono le istituzioni, le associazioni e gli stessi cittadini che lavorano, tra mille difficoltà ma con grande coraggio, per un cambiamento etico-politico che vedo in parte già iniziato. Un tema importante, su cui si dovrebbe compiere una riflessione collettiva, è anche quello relativo ai luoghi comuni e agli stereotipi che infarciscono ancora oggi alcune descrizioni di Napoli, perfino da parte di esponenti politici ed intellettuali raffinati che avrebbero tutti gli strumenti per sapere che questa città non è la periferia etico-politica del pianeta e che è stanca di essere dipinta come tale, poiché sta realizzando un cambiamento che è tangibile anche semplicemente visitandola. Ma forse è proprio questo cambiamento che ad ‘alcuni’ non piace e che li spinge a rappresentazioni non veritiere della nostra città, che strumentalmente vorrebbero restasse sempre ‘sott’acqua’ perché la crescita di Napoli, capace di far da traino alla riscossa dell’intero Sud, è una minaccia agli interessi in alcuni casi lobbistici e, mutatis mutandis, anche un po’ para-leghisti.

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Oggi e domani alle 17 e alle 20 sul Lungomare di Napoli, il 1° torneo NBA 3x i grandi campioni del basket a Napoli !

http://multimediale.comune.napoli.it/index.php?n=3471

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Sindaco di strada

Dico alle cittadine e ai cittadini di non restare più alla finestra in attesa. Con l’affermazione di un potere di tecnocrazia, infatti, sta crescendo la disuguaglianza. Finora i sindaci sono stati inascoltati: abbiamo subito continui tagli, questo ha fatto aumentare il disagio sociale. Noi sindaci crediamo che il Governo possa mettere in campo iniziative di crescita e ci stiamo alleando per porre istanze all’esecutivo: non è un nuovo partito ma un’alleanza che va oltre i partiti e che vuole portare avanti le rivendicazioni locali e difendere i diritti. Per questo, siamo pronti a schierarci con le comunità in una ribellione pacifica

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Sindaco di strada

Sono a Palermo in via d’Amelio per ricordare Paolo Borsellino e gli agenti della scorta uccisi venti anni fa. Sono a Palermo in via d’Amelio, insieme a tante cittadine e cittadini, per chiedere che sia fatta piena luce sulle responsabilità, sulle connivenze e il contesto in cui si realizzarono le stragi mafiose degli anni ’90, per chiedere la verità sulla trattativa che pezzi deviati delle istituzioni condussero con la mafia

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