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ottobre 2012

Sindaco di strada

Benvenuta Estelle

Il mare che bagna Napoli tocca indistintamente tutte le città del Mediterraneo. Bagna Gaza come Tel Aviv. Il movimento del mare, il moto continuo e indiscriminato della sua acqua è l’esercizio di giustizia alla quale i cittadini del mondo si ispirano, meno i loro governi. Dai popoli del Vicino Oriente, che siano siriani, israeliani, libanesi o palestinesi arriva forte la richiesta di normalità. Un’urgenza espressa anche drammaticamente, un’urgenza che se non soddisfatta alimenta velleità reazionarie e belligeranti. Il diritto e ambizione della popolazione israeliana a vivere in pace, prosperità e sicurezza, non al riparo di possibili missili rudimentali provenienti da Gaza o da testate nucleari provenienti dall’Iran, ma l’ambizione a vivere una vita completamente scevra da questa minaccia sono sacrosanti. Come sono altrettanto sacrosanti il diritto e l’ambizione del popolo di Palestina, e quindi dei cittadini della Striscia di Gaza, di vivere al di fuori di blocchi ed embarghi commerciali, di vivere una realtà scevra dal controllo economico e militare di una entità straniera. Questa è l’urgenza di normalità necessaria la cui sola ambizione rappresenta una immeritata umiliazione. Con questo spirito l’Amministrazione di Napoli supporta oggi la Freedom Flottilla e saluta l’arrivo e la prossima partenza alla volta di Gaza del veliero Estelle , perché riscontra nelle ragazze e nei ragazzi autori di questa iniziativa la medesima ambizione alla normalità dei cittadini israeliani e palestinesi. Napoli ribadisce oggi l’urgenza di uno stato palestinese che possa vivere in pace con lo stato israeliano. Napoli chiede il riconoscimento dello stato palestinese nei confini del 1967 come sancito dalle numerose risoluzioni delle Nazioni Unite. Napoli auspica che un giorno non lontano palestinesi e israeliani possano essere buoni vicini e fare notizia non per il conflitto ma per la pace realizzata.

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Sindaco di strada

Stiamo facendo miracoli laici. Uso un termine forte che non deve essere equivocato ma che rende l’idea: siamo in guerra.
Siamo in guerra non solo contro la camorra e i poteri forti che vogliono distruggere Napoli, ma perché facciamo miracoli laici governando in assenza di risorse, avendo ereditato una situazione finanziaria che definirla drammatica è da ottimisti. Napoli è stata abbandonata e tutto quello che facciamo è solo frutto del lavoro di collaborazione tra le istituzioni. Per questo chiediamo maggiore attenzione da parte del Governo.

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