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gennaio 2013

Sindaco di strada

http://www.youtube.com/watch?v=6l0uKrbP-Rc

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Sindaco di strada

Sui disagi del trasporto oggi a Napoli

L’amministrazione comunale non ha la diretta responsabilità nel rifornimento del carburante per gli autobus da parte dei fornitori e dei distributori, essendo competenza della società a cui afferisce il trasporto pubblico su gomma. Lo ribadisco per dovere di verità verso le cittadine e i cittadini che oggi hanno dovuto subire i disservizi causati dalla mancata fornitura di carburante ai mezzi di trasporto. Cittadine e cittadini ai quali prometto, comunque, il mio impegno immediato affinché siano condotte tutte le indagini necessarie per verificare l’esistenza di responsabilità precise rispetto a quanto accaduto, anche in riferimento all’errata comunicazione che è stata veicolata da parte dei soggetti competenti. Non posso però nascondere un certo stupore per l’attenzione mediatica, perfino nazionale, suscitata dal disservizio odierno. Un disservizio che non è stato peggiore di altre situazioni critiche verificatesi nelle scorse settimane, essendo Napoli una città che è stata salvata, appena 48 ore fa, dal dissesto e dal fallimento, ed essendo il trasporto pubblico comunale un fronte sul quale stiamo resistendo nel complessivo fallimento del sistema di trasporto generale (non di competenza del Comune). Una resistenza che portiamo avanti perché crediamo nel trasporto pubblico e perché vogliamo tutelare, come fatto fino ad oggi, i posti di lavoro. Purtroppo, e lo dico con grande amarezza, mi viene da pensare che siamo precipitati nelle tradizionali dinamiche della campagna elettorale, con consolidati avvoltoi pronti ad avventarsi sulla nostra città, ridotta ad essere merce da propaganda per colpire l’amministrazione.

Forse a qualcuno, nella maggioranza dei casi dolosamente, è sfuggito il quadro economico-finanziario nel quale ci siamo trovati a governare: dopo venti anni di scellerate amministrazioni, il debito che abbiamo ereditato ci ha costretti ad aderire ad un piano per evitare il fallimento del Comune e della città. Una circostanza, questa, che dovrebbe ispirare a tutti, almeno a quanti amano Napoli, un maggiore senso di responsabilità e anche di rispetto verso i suoi cittadini. In merito a quanto accaduto oggi, voglio chiarire due aspetti: 1) che sono stato informato, per la prima volta, soltanto nella tarda serata di ieri 2) che la comunicazione ricevuta riguardava un possibile disagio di alcune ore. Avendo appreso quanto detto, pur non essendo diretta competenza dell’amministrazione, mi sono comunque prodigato per aiutare la società, impegnando ogni mia risorsa e tutti i miei collaboratori. Detto questo, voglio riaffermare quale sarà il nostro obiettivo futuro. Nonostante la drammatica eredità finanziaria, nonostante i tagli nei trasferimenti subiti e nonostante la campagna elettorale, sono convinto che realizzeremo quel miglioramento del trasporto pubblico che resta centrale nel modello di città che vogliamo realizzare. L’adesione al piano di riequilibrio, infatti, consentirà di investire decine e decine di milioni di euro in quella holding unica del trasporto pubblico che è già nata ed inizierà a vivere nelle prossime settimane.

Una holding che abbiamo voluto con l’intento di garantire maggiore efficienza e risparmio consentendo un miglioramento del servizio ai cittadini ma anche della qualità del lavoro ai dipendenti, a cui rivolgo un sentito ringraziamento perché stanno continuando a compiere il loro dovere in condizioni difficili nell’interesse dei napoletani, dei campani e dei turisti.

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Sindaco di strada

risultati di un lavoro che pochi raccontano…
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-01-19/clan-perdono-monnezza-093723.shtml?uuid=AbXDwrLH&p=2

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Il sindaco e la Giunta esprimono piena solidarietà alla coop sociale ‘L’uomo e il legno’ la cui sede, presso viale della Resistenza a Scampia, è stata oggetto di furto e vandalizzazione. Non sono tollerabili le intimidazioni che sono state compiute, fin dall’inizio di questo nuovo anno, nei confronti di quelle associazioni e cooperative che presidiano la legalità sul territorio, difendendo la democrazia con attività e iniziative non solo simboliche, ma reali e concrete. ‘L’uomo e il legno’ promuove l’inserimento lavorativo per le persone svantaggiate e attività per minori a rischio, attraverso lo strumento dell’artigianato ed, inoltre, offre una rete di servizi ai cittadini. Un’attività coraggiosa e preziosa che va difesa da ogni intimidazione.

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http://www.youtube.com/watch?v=pWOD16qiSbA

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SPENDING REVIEW, SINDACO RASSICURA DIPENDENTI: NESSUNA DECISIONE PRESA

“Questa amministrazione, fin dal suo insediamento, non ha tagliato un posto di lavoro e non ha prodotto il fallimento di nessuna società partecipata. Si tratta di un dato quasi miracoloso visto che stiamo governando la terza città d’Italia, da un anno e mezzo, in una condizione di fatto di dissesto finanziario ereditato. Un dissesto aggravato da quasi 500 milioni di tagli nei trasferimenti da parte del governo Berlusconi, prima, e Monti, dopo. Come se non fosse sufficiente tutto questo, l’ultimo atto della politica “uccidi comuni” è stato quello di imporci un baratto ingiusto e doloroso: misure di lacrime e sangue in cambio dell’adesione al piano di riequilibrio finanziario, dal quale non potevamo esonerarci per scongiurare il dissesto. Il governo dei tecnici (politici in verità) non capisce, infatti, le ragioni dei governi locali che devono tutelare i diritti dei cittadini e rispettare la Costituzione. In questo quadro drammatico, abbiamo comunque scelto di percorrere un’altra strada: mettere fine alla stagione delle esternalizzazioni e delle consulenze a pioggia, per puntare invece sulla valorizzazione del personale interno che rappresenta per noi una risorsa insostituibile. Proprio alla luce di tale consapevolezza, stiamo lavorando per ridurre gli sprechi ed efficientare i servizi offerti, evitando però ricadute sul personale del Comune e riducendo al minimo i sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori. Dunque per attenuare quelle lacrime e quel sangue a cui il Governo vorrebbe obbligarci. La mia intenzione non è nascondere la gravità della situazione, ma rasserenare il personale del Comune e soprattutto quanti dispongono di salari modesti che, certo, non devono pagare il prezzo della malagestione passata e della miopia attuale del governo. E’ interesse di tutti lavorare insieme per evitare il dissesto finanziario e, sempre insieme, si discuteranno le proposte per farlo. Ad oggi non è stata presa nessuna decisione, dunque vorrei mettere in guardia dalla trappola degli allarmismi e delle strumentalizzazioni per presunte scelte da noi mai adottate”. Lo scrive su facebook il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

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La mia risposta a Saviano

Se ami questa città, non puoi consentire che sia trattata come un palcoscenico pulp da piegare alla speculazione mediatica e commerciale. Se ami questa città, non puoi consentire che sia strumentalizzata a fine elettorale. Credo che Saviano non faccia un danno all’amministrazione o al sindaco, rispetto ai quali ogni critica è lecita, ma faccia un danno a Napoli. Come ho detto in merito alla fiction Gomorra2, pur rispettando il diritto alla comunicazione e alla libera espressione artistica, comunque eviterò politicamente la riduzione di Scampia a merce da circo mediatico. Allo stesso modo contrasterò la trasformazione delle problematiche cittadine, in primis i rifiuti, a carne da macello elettorale. Non posso non osservare, infatti, la tempistica ‘precisa’ e gli spazi ‘definiti’ di questa crociata unilaterale che Saviano ha ingaggiato: a poche settimane dal voto e su alcuni organi di informazione, vicini a quelle forze partitiche che pure hanno sostenuto il governo Monti (che ha strozzato i comuni, fra i quali il nostro) e che hanno amministrato per decenni questa città e questa Regione. Se lo ricorda questo Saviano? Erano i tempi dell’emergenza rifiuti e delle consulenze a pioggia, i tempi delle partecipate costruite come serbatoi di voti, durante i quali il lavoro era gestito come strumento di consenso elettorale. Erano gli anni in cui, amministrando in un ‘certo’ modo, si determinavano premesse negative per conseguenze drammatiche: quelle che oggi combattiamo quotidianamente e che impediscono la crescita della città. A quali conseguenze mi riferisco? Un miliardo e mezzo di debito e ottocento milioni di disavanzo del Comune della terza città di Italia. Se la ricorda Saviano quella stagione? Se lo ricorda chi amministrava allora? E nonostante l’assenza di risorse, Napoli è da un anno e mezzo al riparo dall’emergenza rifiuti ed ha riconquistato, anche per questo, una nuova immagine internazionale, come dimostra la presenza turistica e la sua capacità di attrarre eventi.

Saviano capisce quale sforzo totalizzante è stato compiuto per evitare i sacchetti in strada, senza costruire altre discariche o inceneritori, e contrastando le tante “manine” che vorrebbero ancora Napoli in ginocchio sommersa dalla spazzatura? Ed in quella pista ciclabile – fatta con soldi che se non utilizzati per quello andavano persi – oppure nel lungomare chiuso al traffico e aperto alle persone e alle emozioni, sui quali Saviano ironizza, è sintetizzato ed evocato un modello di città eco-sostenibile ed europea che vogliamo realizzare ma che l’assenza di risorse ci ritarda nel completare. Certo, i trasporti non sono sufficienti. Ma è al corrente Saviano dei tagli nazionali e regionali intervenuti in modo orizzontale e massiccio ? Certo, la raccolta porta a porta dovrebbe crescere e gli impianti di compostaggio dovrebbero essere già attivi. Certo, le periferie dovrebbero vedere un intervento di riqualificazione e un piano di sviluppo radicali. Tutto questo lo faremo. Ma come può essere compiuto tutto questo, in un anno e mezzo, se una amministrazione governa di fatto in dissesto? Come può uno scrittore e un pensatore, che dice di amare la sua terra, non comprendere questo dato drammatico e non capire l’importanza di stringersi intorno alla sua città, per chiedere anche sul piano nazionale un sostegno che sia proporzionale al ruolo della capitale del Sud?

Questo populismo critico compiuto da lontano, dunque senza avere il polso diretto e quotidiano della città, cioè senza viverla la città, non può consentire uno sguardo realistico su Napoli. Perché Saviano non ha mai offerto il suo aiuto, non ha mai avanzato un consiglio, non ha mai dato una idea o una proposta per contribuire allo sforzo di rendere Napoli più bella, più vivibile, più libera? Oggi che si scaldano i motori della campagna elettorale, con le più inquietanti convergenze parallele, mi piacerebbe vedere la città non usata politicamente come testa d’ariete, almeno dai quanti vi hanno vissuto e dicono di amarla. Soprattutto me lo aspetto da un intellettuale che, come Saviano, ha gli strumenti critici e culturali per capire e per “sapere”, nel senso pasoliniano del termine. In particolare, poi, non usiamo l’immondizia e la camorra, perché superiamo un confine di non ritorno che offende e ferisce i cittadini. Mi colpisce il passaggio critico sui rifiuti in merito ai quali Saviano profetizza: “a breve, Sindaco, lei lo sa, il problema tornerà urgente come in passato”. Come riconosce lo stesso Saviano, dunque, abbiamo avuto il merito di essere riusciti a non cadere nell’emergenza per un anno e mezzo: non credo sia un dettaglio, credo sia una rivoluzione ambientale e un messaggio fortissimo di legalità. Come riconosce lo stesso Saviano, dunque, la partita dei rifiuti è giocata contro sistemi criminali potenti e crudeli, rispetto a cui si deve compiere un grande sforzo da parte nostra. Eppure mi ferisce e preoccupa quel passaggio sul loro possibile e prossimo ritornare in strada durante la campagna elettorale: Saviano dimostra di sapere bene come il tema dei rifiuti possa essere agitato e brandito per finalità politiche, per mezzo della camorra, con conseguenze devastanti per la città, ma in modo poco responsabile non si spende ad ammonire chi dovrebbe. Il suo peso nell’opinione pubblica, la sua capacità di accendere l’attenzione e il dibattito, anche internazionali, dovrebbero essere al servizio di Napoli, lanciando un monito perché certi poteri non giochino elettoralmente sui rifiuti o sulle aree difficili.

Saviano dovrebbe fare asse, stringersi intorno a questa amministrazione e a Napoli, per aiutarci a proteggerla da quanti hanno tutto l’interesse a far tornare i sacchetti per strada a ridosso del voto. Per proteggerla da quei poteri e da quel sistema, che coinvolge trasversalmente tutta la politica, che questa amministrazione ha cercato di estromettere e che sempre cercherà di estirpare lavorando senza sosta. Invito dunque Saviano a Napoli, lo invito a darci una mano con suggerimenti ed idee, lo invito a difendere la città anche agli occhi del mondo, perché le cittadine e i cittadini di questa terra non sono la periferia etico-politica del pianeta e vorrebbero essere raccontati per quel che sono realmente: cittadine e cittadini “normali” che ogni giorno si confrontano con le tante difficoltà esistenti – e che nessuno vuole negare o nascondere- animati però da “quell’ottimismo della volontà” che trasforma la critica, quando è onesta e sincera, in proposta e azione positiva. Ho deciso di dedicare per i prossimi anni la mia vita esclusivamente a Napoli con tutta la passione che sento. Voglio rassicurare Saviano: solo la passione può animarti in questa sfida difficilissima di governo cittadino poiché non c’è ambizione politica nazionale che può motivare o giustificare, lo assicuro, il sacrificio quotidiano, a tratti anche drammatico, che questa amministrazione sta mettendo in atto. Solo la passione e il sogno, infatti, ci consentono e ci animano quotidianamente in questa sfida.

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Sindaco di strada

http://www.youtube.com/watch?v=xq_EKA6Cx-Y

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Sindaco di strada

Dopo 22 anni di gestione privata, il patrimonio immobiliare del Comune ritorna ad essere governato direttamente dal pubblico. Si tratta di una scelta rivoluzionaria, in linea con la promozione dei beni comuni e contro la tendenza alla privatizzazione che si sta realizzando al livello politico nazionale. A Napoli infatti vogliamo dimostrare che il pubblico può essere efficiente soprattutto gestendo le sfere più delicate dell’amministrazione che interessano i beni comuni e i diritti dei cittadini: dall’acqua ai rifiuti passando appunto per la casa che, va ribadito, è un diritto insopprimibile. La decisione di destinare Napoliservizi alla gestione del patrimonio immobiliare comunale è anche un modo per evitare costose esternalizzazioni e favorire, poi, il mantenimento di centinaia di posti di lavoro: una decisione fondamentale in tempo di crisi per promuovere il risparmio e non toccare i livelli occupazionali. Non può essere disconosciuta la funzione sociale dei beni pubblici e il mio obiettivo è quello di realizzare le proprietà collettive democratiche, la cui gestione è frutto del confronto fra amministrazione e cittadini che decidono, insieme, come valorizzare il patrimonio immobiliare. Oggi inizia, su questo delicato tema, una sfida importante e affascinante di superamento della vecchia stagione Romeo, con cui pure questa amministrazione ha stipulato una transazione -anche adesso rivendicata come positiva- che ha impedito il default del Comune.

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