Post Archive

febbraio 2013

Sindaco di strada

sul trasporto pubblico in Italia e a Napoli

Il Trasporto pubblico locale in Italia ha visto un taglio dei fondi, dai Governi nel triennio 2010-2012, del 15% (dati Asstra). In Campania, oltre a questo taglio nazionale, si sono fatti sentire pesantemente i problemi di bilancio della Regione, così il taglio complessivo è diventato del 27% (una corsa su quattro cancellata). Questo spiega perchè il trasporto pubblico locale della Campania, sia su ferro che su gomma, viva una delle sue pagine storiche più tragiche.

L’Anm (Azienda Napoletana Mobilità), partecipata del Comune, ha subito un taglio ancora più pesante del 40%, perché il contributo che arriva dallo Stato, per essere redistribuito dalla Regione, è stato dimezzato: da 80 a 42 milioni di euro.

Il Comune destina ad ANM 56 milioni l’anno con risorse proprie, cioè più del fondo nazionale trasferito dallo Stato alla Regione. Questo investimento del Comune sta a significare che questa amministrazione vuole sostenere e incentivare il trasporto pubblico.

La nostra battaglia rispetto al Governo consiste nel riconoscimento della indispensabilità del trasporto pubblico, affinchè sia finanziato come merita un servizio irrinunciabile per i cittadini. Da parte nostra c’è tutta la volontà di agire in direzione del risparmio e della efficienza, tanto che abbiamo iniziato il processo di fusione delle tre società del trasporto (Anm, Metronapoli e Napolipark). In questo momento stiamo aspettando dal governo il primo versamento, previsto in marzo, dei fondi a cui abbiamo diritto dopo l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario. Risorse che investiremo nel settore del trasporto pubblico favorendo nei prossimi mesi il suo miglioramento.

Il quadro locale purtroppo risente delle scellerate politiche nazionali. In Francia e Germania i governi destinano al trasporto pubblico il doppio dell’Italia, oltre ad investimenti sulle reti metropolitane, tranviarie, ferrovie urbane ed autobus. Solo un dato: la città di Berlino da sola possiede più reti tranviarie e metropolitane di tutte le città italiane riunite. In Italia, a sinistra e a destra, ha dominato l’ossessione per le grandi opere (Tav, il Ponte, il Mose, le grandi autostrade come quella della Maremma e come quelle previste in Lombardia e Veneto), per un investimento di circa 250 miliardi di euro. Le grandi opere, su cui si continua a puntare, hanno costi abnormi rispetto alla loro utilità: la Tav (Torino-Lione) costa 10 miliardi ed il Ponte sullo stretto 9 miliardi (attualmente è solo in stand by).

Non era forse opportuno che queste risorse fossero investite nel trasporto pubblico di prossimità? Un settore che, se sottofinanziato, non solo danneggia i cittadini, ma lo stesso tessuto industriale (penso alla crisi industriale del settore di produzione di autobus o treni e penso, per esempio, ad Irisbus e ad Ansaldo Breda). Ogni giorno i pendolari che si muovono dentro le città e nelle aree metropolitane sono 14 milioni, di cui circa la metà si spostano con il treno, le metropolitane e gli autobus. C’è una questione nazionale pendolari da risolvere perchè è una questione di diritti. C’è dunque una questione nazionale che è il trasporto pubblico a cui il governo deve dare risposta.

(staff)

Leggi
Sindaco di strada

sul trasporto pubblico in Italia e a Napoli

Il Trasporto pubblico locale in Italia ha visto un taglio dei fondi, dai Governi nel triennio 2010-2012, del 15% (dati Asstra). In Campania, oltre a questo taglio nazionale, si sono fatti sentire pesantemente i problemi di bilancio della Regione, così il taglio complessivo è diventato del 27% (una corsa su quattro cancellata). Questo spiega perchè il trasporto pubblico locale della Campania, sia su ferro che su gomma, viva una delle sue pagine storiche più tragiche.

L’Anm (Azienda Napoletana Mobilità), partecipata del Comune, ha subito un taglio ancora più pesante del 40%, perché il contributo che arriva dallo Stato, per essere redistribuito dalla Regione, è stato dimezzato: da 80 a 42 milioni di euro.

Il Comune destina ad ANM 56 milioni l’anno con risorse proprie, cioè più del fondo nazionale trasferito dallo Stato alla Regione. Questo investimento del Comune sta a significare che questa amministrazione vuole sostenere e incentivare il trasporto pubblico.

La nostra battaglia rispetto al Governo consiste nel riconoscimento della indispensabilità del trasporto pubblico, affinchè sia finanziato come merita un servizio irrinunciabile per i cittadini. Da parte nostra c’è tutta la volontà di agire in direzione del risparmio e della efficienza, tanto che abbiamo iniziato il processo di fusione delle tre società del trasporto (Anm, Metronapoli e Napolipark). In questo momento stiamo aspettando dal governo il primo versamento, previsto in marzo, dei fondi a cui abbiamo diritto dopo l’approvazione del piano di riequilibrio finanziario. Risorse che investiremo nel settore del trasporto pubblico favorendo nei prossimi mesi il suo miglioramento.

Il quadro locale purtroppo risente delle scellerate politiche nazionali. In Francia e Germania i governi destinano al trasporto pubblico il doppio dell’Italia, oltre ad investimenti sulle reti metropolitane, tranviarie, ferrovie urbane ed autobus. Solo un dato: la città di Berlino da sola possiede più reti tranviarie e metropolitane di tutte le città italiane riunite. In Italia, a sinistra e a destra, ha dominato l’ossessione per le grandi opere (Tav, il Ponte, il Mose, le grandi autostrade come quella della Maremma e come quelle previste in Lombardia e Veneto), per un investimento di circa 250 miliardi di euro. Le grandi opere, su cui si continua a puntare, hanno costi abnormi rispetto alla loro utilità: la Tav (Torino-Lione) costa 10 miliardi ed il Ponte sullo stretto 9 miliardi (attualmente è solo in stand by).

Non era forse opportuno che queste risorse fossero investite nel trasporto pubblico di prossimità? Un settore che, se sottofinanziato, non solo danneggia i cittadini, ma lo stesso tessuto industriale (penso alla crisi industriale del settore di produzione di autobus o treni e penso, per esempio, ad Irisbus e ad Ansaldo Breda). Ogni giorno i pendolari che si muovono dentro le città e nelle aree metropolitane sono 14 milioni, di cui circa la metà si spostano con il treno, le metropolitane e gli autobus. C’è una questione nazionale pendolari da risolvere perchè è una questione di diritti. C’è dunque una questione nazionale che è il trasporto pubblico a cui il governo deve dare risposta.

Leggi
Sindaco di strada

Anche oggi è proseguito il lavoro di manutenzione straordinaria delle strade di Napoli (oggi in particolare via Manzoni, via Santa Maria a Cupito, via Terracina). In un momento di grave difficoltà finanziaria dell’ente sono impegnate diverse risorse del Comune per mettere in sicurezza il manto stradale.

Leggi
Sindaco di strada

L’intento di Marchionne è quello di mortificare gli operai reintegrati in Fip e, attraverso di loro, umiliare la stessa Fiom che, fuori dal coro sindacale, è stata l’unica voce di opposizione allo smantellamento dei diritti dei lavoratori operata dalla dirigenza Fiat negli stabilimenti italiani, da Pomigliano a Melfi. Proprio ieri siamo stati a Pomigliano insieme agli operai reintegrati per affermare che in questo nostro paese è urgente la necessità di arginare l’ondata padronale e neoschiavistica imposta dalla dirigenza Fiat. Il diritto al lavoro, il Contratto nazionale, lo Statuto, e la democrazia in fabbrica devono essere rispettati, così come le sentenze della magistratura che ridefiniscono un criterio di legalità ad un modello produttivo che, soprattutto sul piano sindacale, sta dimostrando il suo volto più feroce. Marchionne non può considerarsi legibus solutus e non può considerare i lavoratori una merce, da ricattare e da usare per colpire quel sindacato che si oppone al suo squadrismo scegliendo la difesa degli operai.

Leggi
Sindaco di strada

Sabato ore 16 a Napoli presso la “Stazione Marittima”, Molo Angioino Stazione Marittima, Rivoluzione Civile apre la campagna elettorale con Antonio Ingroia.

Domenica ore 11 a Pomigliano, presso la Sala Consiliare della Distilleria (Feltrinelli), in Via Roma 281, iniziativa “A Pomigliano il ricatto, da Pomigliano il riscatto”. Insieme ad Antonio Ingroia, anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e i candidati in Campania Di Luca, D’Angelo, Ruotolo.

Domenica ore 16 a Napoli, presso l’Auditorium di Scampia, in viale della Resistenza (sede municipalità), la cittadinanza attiva e le associazioni del quartiere incontreranno, insieme al sindaco di Napoli Luigi de Magistris, i candidati di Rivoluzione Civile: Antonio Ingroia, Ruotolo, Di Luca, D’Angelo e de Marco.

Leggi