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marzo 2013

Sindaco di strada

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Sindaco di strada

Il patto di stabilità sarà sforato e non si tratta di disobbedienza civile ma di obbedienza costituzionale. Noi sindaci obbediamo alla Costituzione e ai principi inderogabili sui quali abbiamo giurato. La Costituzione afferma che ci sono principi che vanno difesi, e io aggiungo che vanno difesi fino alla morte, e che riguardano la sicurezza, la salute, l’istruzione pubblica, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Dispiace se qualcuno protesterà perchè violiamo un formalismo burocratico ottuso, ma lo spiegheremo in tutte le sedi, pubbliche e di controllo. Il Governo deve chiedersi se vuole salvare il Paese o se vuole salvare interessi che sono di altri luoghi e sedi. Questo Paese vive infatti una situazione drammatica e non ripartirà se si pensa di fare alchimie scritte nel buio delle stanze di qualche funzionario della Bce o di altri luoghi. Il rischio è che il Paese possa crollare sotto il peso del conflitto sociale. Napoli è l’epicentro del dramma che sta affrontando l’Italia. Nonostante l’adesione al decreto 174, i fondi non sono arrivati. Noi andremo avanti con la collaborazione tra i cittadini e le istituzioni, non ci faremo piegare da un patto di stabilità ottuso e pazzesco. Interverremo liberando le – poche- risorse che sono nelle nostre casse. E sono sicuro che lo faranno anche gli altri Comuni, non è un caso che su questo i sindaci siano tutti uniti.

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Sindaco di strada

Oggi si celebra la Giornata mondiale dell’acqua voluta dall’Onu nel 1992. Un quinto della popolazione vive in zone di scarsità idrica, mentre un miliardo e seicento milioni di uomini hanno difficoltà ad avere accesso al quantitativo minimo indispensabile, ovvero a quella dose minima di acqua potabile che serve alla vita. Un quadro che, secondo le previsioni dell’Onu e di molte altre organizzazioni, è destinato a peggiorare ulteriormente con il passaggio della popolazione mondiale a nove miliari, che si prevede di raggiungere nel 2050. In un quadro internazionale del genere, il nostro Paese e le nostre città possono fare molto. Per prima cosa va rispettata la volontà popolare che, nel referendum del giugno 2011, ha stabilito che l’acqua che scorre nelle nostre reti idriche non è un bene dal quale privati e multinazionali possono trarre profitto. Per sostenere il quesito referendario e per dar seguito al risultato referendario, molte amministrazione hanno approvato delibere che riconoscono l’acqua come bene primario da tutelare. Il Comune di Napoli ha compiuto un passo ancora più coraggioso: è stata la prima amministrazione a trasformare la vecchia s.p.a., che gestiva la rete e la distribuzione idrica, in azienda speciale di totale diritto pubblico, nella logica di difesa e promozione dei beni comuni che ci caratterizza dall’inizio. Napoli si pone come capofila di tutte quelle amministrazione che, incisivamente, vogliono contribuire a invertire la tendenza di un mondo che che sembrerebbe destinato ad una ulteriore accentuazione del divario sociale, dove diventa dominante la privatizzazione dei beni e dei servizi che invece devono essere pubblici e di tutti.

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La staffetta di sciopero della fame intrapresa oggi dal alcuni consiglieri del Comune di Napoli è un’iniziativa che non può che trovare il sostegno del sindaco e che aspira a sensibilizzare un governo che, ancora oggi, risulta sordo al grido di allarme proveniente dalla nostra città. Un governo che non ha preso in considerazione le istanze che da mesi stiamo portando avanti, sollevando tutta la nostra preoccupazione per l’acuirsi del conflitto sociale, esortando al rispetto dei diritti dei cittadini, invitando all’attuazione della Costituzione per tenere viva la nostra democrazia. L’amministrazione ha fatto la sua parte, predisponendo il piano di riequilibrio finanziario, adesso la responsabilità è del governo ed, in particolare, del ministero dell’Economia. I tempi sono stretti perchè i bisogni dei cittadini non possono più aspettare: da questa settimana, quindi, apriremo una stagione di mobilitazione senza precedenti, affinché il governo proceda all’anticipazione del fondo di rotazione a cui la città ha diritto avendo aderito al decreto 174.

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Oggi ricordiamo Don Peppe Diana. “Per amore del mio popolo non tacerò”. Contro le mafie, rivoluzione dei valori e nuova coscienza civile.

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È necessario impedire che comportamenti vandalici e criminali scoraggino l’aggregazione sociale negli spazi pubblici di Napoli, la presenza delle cittadine e dei cittadini nelle strade e nelle piazze. Le aggressioni avvenute durante il week end tra Piazza Bellini, Chiaia e la Villa Comunale, insieme ad altri episodi avvenuti nelle scorse settimane tra via Sedile di Porto e i Banchi Nuovi, rappresentano un pessimo segnale che preoccupa questa amministrazione che, già nei mesi scorsi, ha lanciato l’allarme in merito. Consentire lo svuotamento delle piazze e dei vicoli dalla partecipazione di chi vive Napoli significherebbe concedere la città a un nuovo declino e ad una maggiore insicurezza sociale. Tale esito va scongiurato. Gli spazi pubblici devono essere occupati dalle persone e liberati dai delinquenti e da chi ferisce città. Nei mesi scorsi ho incontrato più volte il Ministro dell’Interno e i vertici delle forze di polizia chiedendo un impegno straordinario per Napoli. Un pugno nello stomaco sono, poi, i reiterati furti e gli atti vandalici nelle scuole. A gennaio chiesi la convocazione di un tavolo in Prefettura per l’ordine pubblico e la sicurezza, proprio per ribadire l’importanza di un lavoro di sinergia tra le diverse istituzioni, in primis quelle a cui spetta il compito della pubblica sicurezza. Per questo è indispensabile una maggiore presenza delle forze dell’ordine – alle quali va la mia vicinanza per le condizioni difficili in cui operano- coordinate dal Prefetto di Napoli, soprattutto nelle aree dove maggiore è l’affluenza turistica e la presenza giovanile nel week end.

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La giunta del comune di Napoli ha approvato una delibera, a firma dell’assessore Palma e dell’assessore Donati, con la quale l’amministrazione assegna ad Anm, attraverso un’operazione di razionalizzazione delle risorse finanziarie residue e grazie a uno sforzo finanziario straordinario, un contributo pari a 5 milioni di euro per la manutenzione degli autobus. Queste risorse saranno immediatamente riversate all’azienda per l’acquisto dei pezzi di ricambio dei mezzi e consentiranno di riportare, gradualmente, il trasporto pubblico alla normalità potendo offrire così un servizio adeguato agli utenti.

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Sono preoccupato per il ritardo del Governo. Il nostro comune, infatti, ha aderito al piano di riequilibrio finanziario e, nonostante il pre-dissesto, ha agito nel solco della legge, rispettando i tempi, le normative, il patto di stabilità. L’anticipazione delle risorse economiche, dovute al nostro Comune, doveva arrivare a fine mese, ma adesso si parla della fine di aprile o dell’inizio di maggio. Tempi che rischiano di essere insopportabilmente lunghi per la città. Spero che a questo grido di allarme e preoccupazione si associno tutte le forze politiche e sindacali, lavorando ad iniziative congiunte nell’interesse di Napoli. È il momento di chiedere al nuovo Parlamento e al prossimo Governo di fare presto perché queste risorse sono essenziali per garantire ai cittadini i loro diritti.

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Voglio esprimere grande apprezzamento per il lavoro svolto dalle forze dell’ordine e della magistratura che questa mattina hanno arrestato il presunto killer di Lino Romano, vittima innocente della criminalita’, ammazzato per scambio di persona lo scorso 15 ottobre a Marianella. La mobilitazione, gli appelli ad avere fiducia espressi fin dalle prime ore dopo quella tragedia oggi trovano conforto e costituiscono una forma di riscatto per la citta’.

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Sindaco di strada

È stato depositato oggi dal Comune di Napoli, presso la Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia, in riposta alla manifestazione di interesse avanzata dalla Fondazione stessa, la proposta per l’utilizzo del complesso immobiliare Ex collegio Galeazzo Ciano (ex base Nato).

La proposta avanzata dal Comune prevede il riuso dell’intero complesso per fini esclusivamente pubblici, restituendolo così alle originarie funzionali sociali, in coerenza con le previsioni urbanistiche che disegnano un insediamento multifunzionale riconnesso ai quartieri di Bagnoli e Fuorigrotta. Interesse dell’amministrazione è quello di destinare l’area a funzioni pubbliche integrate con attività rivolte ai giovani, incentrate sulla formazione, la ricerca, la cultura, lo sport, il tempo libero e la ricettività giovanile. La proposta comprende un più ampio progetto pilota che coinvolge anche le aree agricole confinanti della Collina di San Laise e prevede il coinvolgimento nella gestione di cittadini, associazioni e cooperative, di concerto con istituzioni scolastiche e universitarie, realizzando una serie di orti urbani con finalità didattiche e di sperimentazione ambientale. Il complesso potrà rappresentare una cittadella smart ed ecosostenibile (riciclo rifiuti per essere un’area rifiuti zero, mobilità elettrica e bici, pannelli fotovoltaici etc) con forme di autogoverno da parte della comunità territoriale e associativa, attraverso il sostegno e il coordinamento dell’istituzione pubblica. Il progetto si ispira a modelli già sperimentati anche a livello europeo, come Londra, Friburgo, Hannover, Grenoble.

L’amministrazione, in particolare, intende favorire la creazione di un campus che possa ospitare giovani provenienti da altri paese, dunque la creazione di uno studentato internazionale e un ostello giovanile, consentendo ad i giovani di partecipare ad attività formative e contestualmente godere degli spazi collettivi attrezzati con impianti sportivi, biblioteche multimediali, laboratori per attività artigianali, attività teatrali etc. L’iniziativa si inquadra, anche, nell’ottica di un coinvolgimento del carcere minorile di Nisida per attività di reinserimento sociale e lavorativo fondato su attività artigianali e agricole, favorite dal riciclo dell’umido proveniente dal complesso stesso. Il progetto si sosterrà attraverso finanziamenti europei per la programmazione 2007-2013 e 2014-2020, meccanismi di autofinanziamento ed anche programmi di investimento europeo come Jessica, fondi strutturali di recupero di efficienza energetica e di coesione sociale e investimenti Bei per le città firmatarie del patto dei sindaci per il Clima o che si impegnano a sviluppare smart grid”. Lo rende noto un comunicato dell’ufficio stampa del Comune di Napoli.

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