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agosto 2015

Luigi de Magistris

Proseguono in città gli interventi straordinari di pulizia delle caditoie stradali. Interventi che non venivano realizzati da anni e che riguarderanno tutte le 10 municipalità. Qui a Barra le operazioni effettuate con l’escavatore a risucchio, potente macchinario capace di aspirare qualsiasi tipo di materiale e rifiuto. E’ un mezzo che agevola il lavoro di pulizia del sistema fognario svolto ordinariamente dagli operatori dei servizi tecnici delle municipalità e che consente, grazie ad un forte flusso di aspirazione, una rimozione accurata all’interno di pozzetti e tombini ripristinando i canali di scolo dedicati alla raccolta delle acque pluviali.

http://www.multimediale.comune.napoli.it/index.php?n=5567

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Luigi de Magistris

E’ terminato l’intervento di Pulizia Straordinaria delle Torri Aragonesi in Via Marina realizzato da Asia in collaborazione con la Ditta che curerà poi l’intervento di restauro nell’ambito del Progetto Monumentando che prevede il restauro di 27 monumenti cittadini a costo zero per l’Amministrazione Comunale grazie a sponsorizzazioni private.
Sono state raccolte in 7 giorni di intervento circa 1000 quintali di rifiuti di ogni genere.
http://multimediale.comune.napoli.it/index.php?n=5568

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Luigi de Magistris

Tutta Napoli in cima alla power list 2015 del cinema italiano.
Ancora una volta Napoli e la sua genialità, raccontata ed interpretata da grandi artisti napoletani, al vertice del cinema, della cultura.
La Power List del Cinema Italiano realizzata da CIAK e da BOX OFFICE vede Alessandro Siani, Paolo Sorrentino e Mario Martone al vertice della Top 50 dei protagonisti del cinema italiano.
Il re indiscusso degli incassi nazionali è dunque il nostro Alessandro Siani, con il suo secondo film da regista ‘Si accettano miracoli’ che ha così bissato lo splendido successo al botteghino de ‘Il principe abusivo’.
Si osserva poi nel “podio” della classifica italiana Paolo Sorrentino che si aggiudica il secondo posto nella classifica e quindi Mario Martone al terzo posto pur essendo appena entrato in classifica.
Bravissimi e straordinari artisti che rappresentano un profondo orgoglio per la città di Napoli, per la nostra arte e la nostra cultura. Voglio complimentarmi con loro e ringraziarli per come raccontano da maestri anche le loro radici.

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Luigi de Magistris

Ho vissuto sempre al Sud.
Quasi sempre a Napoli, da studente, da magistrato, da Sindaco. Nove anni li ho trascorsi in Calabria da magistrato. Per due anni ho lavorato tra Bruxelles e Strasburgo. Il Sud l’ho vissuto nella prima linea, quella dove si usa l’artiglieria pesante. Penso di conoscerlo bene. Soprattutto conosco assai bene la “mia” Napoli, la Campania, la Calabria, anche la Lucania della quale mi sono dovuto occupare quando ero pubblico ministero a Catanzaro. Il Sud l’ho osservato da diverse angolature: dalla strada, ho vissuto sempre tra la gente quasi mai nei salotti, da pubblico ministero, da sindaco, da osservatore sui fondi europei al parlamento europeo. Ho visto la politica – a braccetto con criminalità organizzata e borghesia mafiosa – mangiarsi il Sud, violentarlo, costruire un blocco sociale, economico e culturale buono a foraggiare una oligarchia di potere e garantire voti all’occorrenza. Ho visto scrivere fiumi di inchiostro sulla questione meridionale.
Il Sud, secondo me, ha vitale necessità di condotte concrete. Da parlamentare europeo ho contribuito affinché ci fosse più trasparenza nel ciclo dei finanziamenti europei. La grande torta per la criminalità organizzata dei colletti bianchi. Da magistrato ho cercato di individuare fatti che avevano creato un vero e proprio sistema criminale che soffocava le nostre terre, distruggeva vite e futuro. Il Sistema ha reagito e mi ha fermato illecitamente con il contributo di vertici delle Istituzioni. Ma quel lavoro non è stato vano. È servito, anche se mi è costato la toga. Da Sindaco ho cercato di governare tenendo fuori il Sistema, mantenendo autonomia e libertà, rompendo interessi affaristici e criminali, dando spazio alla gente. Si tratta di percorso voluto con grande determinazione, ostacolato ogni giorno in modo palese ed occulto, caratterizzato pure da errori e manchevolezze, ma ora vogliamo anche provare a proporre una fase nuova.
Parto da Napoli, la città che amministro. Abbiamo governato per quattro anni senza soldi, strangolati dal debito di venti anni fallimentari che ci hanno consegnato una città sommersa dai rifiuti e depressa, siamo stati soffocati dalla troika dell’austerità liberista dei governi Berlusconi-Monti-Letta-Renzi, circondati dai famelici ai quali abbiamo rotto la mangiatoia politico-affaristica, hanno piombato le ali dell’aeroplano della riscossa. Ma non per questo ci siamo lamentati, ne’ siamo andati da qualcuno con il cappello in mano, men che mai ci siamo arresi o abbiamo cercato compromessi morali, ne’ abbiamo rinunciato al nostro progetto.
Napoli oggi è un’altra Napoli rispetto a quella del partito unico della spesa pubblica. Il lavoro è ancora immane, ma Napoli non è più la città dei rifiuti da quando sono diventato Sindaco, è piena di turisti, immersa nella cultura diffusa ed orizzontale, piena di energie. Con tanto riscatto sociale e voglia di lottare nelle periferie. Quanta umanità in movimento. Agorà di prossimità che crescono ogni giorno per prendersi in cura il bene comune principale: la nostra Terra. Noi apparteniamo a Napoli, non apparteniamo a qualcuno che decide per noi. L’appartenenza alla Terra genera orgoglio e produce un processo di liberazione culturale, economica, politica e sociale incredibile. La città si sta emancipando e vogliamo provare a consolidare ed accelerare.
Realizzando la Grande Napoli.
L’Italia non può che ripartire dalle comunità, dal suo popolo. Napoli, l’area urbana d’Europa più popolata per densità e la città con il maggior numero di giovani in Europa, si candida a creare un modello creativo alternativo al centralismo autoritario ed a quel tipo di politica che parla vacuamente di meridionalismo e questione meridionale ma sono tutti protesi affinché il sud non si riscatti, perché altrimenti perderebbero potere politico ed economico e soprattutto si romperebbe il rapporto tra mafie e istituzioni. Siamo in grado di costruire un modello autonomo che sappia sostenersi dal punto di vista istituzionale, economico e finanziario. E che crei lavoro. A Renzi che propone con il medesimo megafono berlusconiano l’eliminazione delle tasse – sapendo che si tratta di obiettivo non realizzabile a livello centrale, salvo scaricare tutto su comunità locali e cittadini utilizzando il gioco delle tre carte – rispondiamo con un contropotere dal basso che sconfigga propaganda e centralismo autoritario ed incriccato (permeato di cricche).
E’ venuto il momento che almeno nelle città metropolitane ci sia autonomia finanziaria e tributaria. A Napoli l’obiettivo lo vogliamo realizzare.
Ci piace costruire la Città-Comunità.
Abbiamo risanato finanza e conti con le nostre forze e gli sforzi dei cittadini. In futuro la tassazione locale sui servizi si deve decidere a livello locale e le risorse debbono rimanere tutte in città. Oggi Governo e Parlamento decidono tasse e imposte – che non hanno mai diminuito e non sono in grado di farlo, da Berlusconi a Renzi -, i comuni fanno gli esattori e le risorse non rimangono per intero sul territorio. Con l’autonomia finanziaria e tributaria si eliminerebbero anche i trasferimenti di fondi nazionali – quindi lo Stato nelle sue funzioni costituzionali non si indebolisce – mentre noi potremo finalmente agire in piena autonomia. Realizzare i progetti per cui ci siamo impegnati senza essere tenuti al guinzaglio. Noi la strada l’abbiamo già intrapresa. Dal 1 gennaio 2016 non avremo più Equitalia bensì la nostra struttura comunale di riscossione. Nel 2015 procedendo in questa direzione abbiamo già recuperato 50 milioni di evasione. In questo modo potremmo ridurre le tasse ed investire tutto sul territorio. Napoli diverrebbe area ad alta convenienza per tutti gli operatori economici in quanto vi saranno zone libere da tributi per investimenti puliti e non speculativi. In questo modo elimineremo anche lo scempio delle assicurazioni per auto e moto più care d’Italia. In questo modo potremmo introdurre – in attesa di Governo e Parlamento che annunciano solo ma nulla fanno – il reddito minimo metropolitano. La lotta alle disuguaglianze in scala cittadina. Ma soprattutto saranno i cittadini di Napoli a decidere e beneficiare dei denari incassati. Si stanno creando le agorà di prossimità, tante comuni dove i cittadini avranno risorse e le utilizzeranno in autonomia per portare avanti i loro progetti: ex discariche che diventano orti, beni abbandonati trasformati in centri sociali, aree dismesse rilanciate come spazi culturali, zone abbandonate riqualificate in centri sportivi e quanto altro i cittadini vorranno nei quartieri, nei borghi, nelle strade, nei vicoli. Le imposte comunali diventano denaro di comunità per il bene comune. Insieme Comune ed abitanti, ognuno con la propria autonomia. Tutto nella massima trasparenza con pubblicazione di tutti i dati. È venuta anche l’ora che si attribuisca ai sindaci metropolitani più potere e responsabilità in materia di sicurezza urbana. Ci vogliamo assumere responsabilità, ma avere strumenti per poter operare. La responsabilità si deve accompagnare al potere. Noi vogliamo responsabilità e potere da usare con il popolo e per il popolo. Dimostrare che la riscossa del Sud e’ indispensabile per la ripartenza dell’Italia. Dalla rivoluzione culturale, alla lotta alle disuguaglianze sociali ed economiche, dall’economia dal basso alla difesa del territorio, per ritrovarsi nell’orgoglio meridionale. Di questo ne beneficerà l’Italia intera. La forza, la passione, il coraggio, la creatività ci condurranno a mettere in campo una stagione di autodeterminazione, un modello di governo con minore burocrazia pubblica e più autogestione collettiva democratica di prossimità. Il Comune fa la sua parte e le Comuni fanno la loro parte, i cittadini tutti ci mettono braccia e cuore. Quando il Sud ci crede, si ribella e fa sul serio, la lezioncina del masterplan – stile buona scuola per capirci – appare essere solo una provocazione, un’offesa per le nostre popolazioni, per la nostra dignità.
Al lavoro e alla lotta !

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Luigi de Magistris

Caro Roberto ho letto il tuo articolo e sono rammaricato che tu abbia travisato il mio pensiero. Provo un’altra volta a ritornarci, confidando nella tua capacità e sensibilità. Ho sempre pensato che le cose brutte, quelle che non vanno, i problemi, il malaffare, le deviazioni dei poteri, vadano sempre raccontate e denunciate. Anzi dico di più, vanno anche contrastate quotidianamente come ho cercato di fare con tutte le mie forze da magistrato – tanto da essere stato illegalmente fermato proprio da settori istituzionali per avere investigato sui rapporti tra criminalità organizzata e politica ed istituzioni – ed oggi da Sindaco, rimanendo autonomo e lontano dal Sistema, cercando anche di dare voce a chi voce non ha mai avuto. Insomma stando più tempo possibile tra la gente. E tra la gente apprendi anche di tante esperienze di lotta e di cambiamento che non vengono raccontate. E’ quando lotti contro il Sistema che pochi raccontano, perché non ci sono tanti che vogliono parlare contro il potere. Ed il cambiamento da’ fastidio a tanti. Ho scelto di operare sempre al Sud proprio perché lo amo profondamente e ci sono anche tante cose che non vanno e che bisogna impegnarsi giorno per giorno per cambiarle. Mi limito a sostenere, con semplicità e finanche ovvietà, che fare solo letteratura unilaterale, raccontare solo una parte, parlare solo della piazza di spaccio e non anche della piazza recuperata dai cittadini con l’antimafia dei fatti e non solo delle parole, è proprio quello che le mafie vogliono: non raccontare la lotta, il cambiamento, la svolta dal basso, la vittoria possibile. Dire che i politici sono tutti uguali e che non ci sia invece chi cerca di andare in direzione ostinata e contraria al sistema finisce per aiutare proprio i peggiori. Insomma se racconti solo Gomorra e non anche l’AntiGomorra quotidiana rischi che sia proprio Gomorra ad esultare. Questa e’ l’opinione di chi ha denunciato, ha lottato, ha operato in prima linea sul territorio e nelle istituzioni per sconfiggere le mafie e le corruzioni, ha anche perso, ma non si è mai perso. Anche senza l’aiuto di chi poteva raccontare e non lo ha fatto. Raccontare solo una parte, che sia quella brutta o che sia quella bella non e’ operazione intellettualmente corretta. Se non racconti, ad esempio, che nei nostri territori tantissimi abitanti, associazioni, comitati hanno conquistato pezzi di territorio con la lotta sottraendoli al degrado, all’abbandono, ai poteri criminali, non credo si faccia un’operazione giusta e di verità. Perché raccontare storie belle significa far conoscere che ci sono alternative, che possiamo farcela, suscitare risveglio, riscatto, emulazione in positivo. Raccontare solo il male significa non far vedere le alternative, si rafforza il messaggio del tanto non cambia mai niente. So bene che sono in tanti a volere questo, anche tanti insospettabili vivono e a tratti godono del fatto che il bene non possa alla fine prevalere sul male. Ma non bisogna arrendersi mai: alle mafie, alle corruzioni, ai poteri criminali, alle istituzioni corrotte, alla propaganda ed anche a chi potrebbe ogni giorno sporcarsi le mani ma invece rimane indifferente o peggio costruisce con malizia storie che non esistono. Dispiace che non ci sia la voglia di capire che oggi si sta costruendo anche un potere diffuso, una forte partecipazione dal basso, un riscatto culturale forte, un’azione concreta sul territorio. Esattamente quello che in tanti cerchiamo di raccontare. Ci sono fatti belli e fatti brutti. C’è la piazza di spaccio e quella della legalità. Vanno raccontate entrambe. Non fermarsi alla prima, perché la seconda è la conquista del popolo con l’aiuto della parte sana delle Istituzioni. Dispiace che non si vuole raccontare tutto questo, ma comunque grazie sempre Roberto del tuo stimolo che ci fa comprendere che la condotta intrapresa è quella giusta. Ciao

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Luigi de Magistris

Valentina ha 36 anni, è toscana e ha vissuto a Torino. Nel corso della sua carriera ha lavorato anche in Svizzera, prima di approdare al Sud Italia, Torre Annunziata, per una prestigiosa ditta farmaceutica. All’inzio c’era un po’ di timore e qualche pregiudizio. Ma, come nel film “Benventuti al Sud”, al momento di andare VIA c’è la voglia di restare e ha affidato a Facebook una commovente lettera che stravolge tutti gli stereotipi su Napoli.

«Due anni sono passati… È tempo di fare le valigie e tirare le somme – ha scritto Valentina sulla sua bacheca – “Napoli puzza”. Eh sì. Puzza di sfogliatelle, di panni stesi al sole, di pizza sfornata a ripetizione, di salsedine, di limoni, di gelsomino. “Napoli è troppo caotica”. Napoli è risate, motorini che corrono, richiami dei mercatari, gente che vive per strada e parla in continuazione. Napoli è un teatro a cielo aperto, e ogni giorno è una commedia. “I napoletani sono invadenti”. È vero: se non ti vedono per mezza giornata ti chiamano per sapere se stai bene… A casa mia se muori da solo ti trovano solo quando i vicini si lamentano della puzza. “I napoletani sono bugiardi e cercheranno di fregarti, è nella loro natura”. Sarà… Ma per me i napoletani sono spirito di iniziativa, capacità di adattamento, arte di arrangiarsi, genio assoluto. “I napoletani si lamentano sempre”. È in parte vero, ma anche nei momenti più difficili non perdono mai il sorriso, e se ne escono puntualmente con qualche battuta che neanche Totò. “I napoletani sono accattoni”. Davvero? Io in due anni non mi sono mai pagata un caffè, e tantomeno c’è stato verso di offrirlo a qualcuno. “I napoletani gridano sempre”. Perché sono felici! Napoli è sempre in festa, e non ti permette di sentirti solo. “I napoletani non hanno senso civico ne rispetto per gli altri”. Forse… ma se ti senti male per strada fanno a gomitate per aiutarti, non ti scavalcano. “I napoletani non hanno voglia di lavorare “. Alcuni sicuramente. Ma gli altri lavorano a un ritmo che mi ha messo a dura prova per due anni. “Ma con tutti i bei posti nel mondo devo vedere proprio Napoli?” Ecco, per me… “chi ha girato tutto ‘o munno, nun l’ha visto comm’a cca”!».

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Luigi de Magistris

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha trascorso il fine settimana scorso a Napoli, nella splendida residenza presidenziale di Villa Rosebery a Posillipo. Il Presidente ha scelto Napoli per trascorrere qualche giorno di riposo in visita strettamente privata. Tra venerdì e domenica ha avuto modo di visitare alcuni luoghi della nostra città ed intrattenersi per strada con napoletani e turisti. Ha avuto parole molto belle per la nostra amata Napoli, colta come città meravigliosa e dalle enormi risorse. Sono molto grato al Presidente per queste semplici ma allo stesso tempo profonde espressioni che testimoniano quali siano i temi su cui soprattutto puntare per consolidare sempre più la riscossa della nostra comunità. Le bellezze di Napoli: uniche al mondo, che possono produrre benessere materiale ed interiore ai nostri abitanti. Le emozioni, fattore di ricchezza materiale e spirituale. Poi le infinite risorse della nostra città che, tutti insieme, dobbiamo cogliere ed utilizzare al meglio. Risorse da conservare, valorizzare, vivere, mai sfruttare e depredare. L’umanità, il calore e la passione dei napoletani che sono e saranno sempre più i protagonisti dell’immediato futuro della nostra città. L’orgoglio di appartenere alla nostra Terra. Una città che non si affida solo alla speranza, ma ha deciso di agire per riprendersi la dignità che merita e conquistarsi e costruirsi un futuro migliore. Il nostro PIL più forte e creativo non saranno certo le sole società per azioni del consumismo universale, ma soprattutto la nostra povera ma ricca SPA: Solo Per Amore. Gli azionisti della società della nostra comunità sono gli abitanti di Napoli che vivono in questa città che va amata profondamente, nelle cose belle da preservare e in quelle brutte da cambiare. Solo con la Giustizia, abbattendo disuguaglianze sociali ed economiche, realizzando opportunità di lavoro, stando vicino ai più deboli, rimanendo soprattutto umani, si possono costruire comunità migliori e più vivibili. Luoghi in cui non si perda la voglia di vivere. Napoli e’ una città che sa amare, sa tendere la mano ed abbracciare, sa lottare, e sa dimostrare tutto questo soprattutto nei momenti più difficili, di sofferenza, quando siamo chiamati alle armi del risveglio e quando davvero si misura la vera essenza di un essere umano.

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Luigi de Magistris

Fino al 29 agosto il Pan, il Palazzo delle Arti di Napoli, dove abbiamo deciso di far vedere a tutti la Mèhari di Giancarlo Siani, ospiterà il festival internazionale del Giornalismo civile “Imbavagliati”.
Una bellissima manifestazione, un segnale molto forte.
Napoli difende l’informazione libera, i giornalisti coraggiosi che a Napoli ed in tutto il mondo rischiano la vita per parole di libertà e di verità.
Napoli nel campo della difesa dei diritti civili e della lotta ai crimini, alle mafie e alla corruzione vuole acquisire sempre più un ruolo internazionale, ed in questi 7 giorni vedremo e ascolteremo tante testimonianze, forti e coraggiose. Dall’Africa, dalle Americhe, dall’Europa, dall’Italia. Da napoletano e da Sindaco sono orgoglioso che la città si schieri in prima linea su questo tema.
Noi difenderemo sempre lì’informazione indipendente, autonoma e libera e naturalmente, da uomini liberi, non mancheremo di criticare quando invece l’informazione diventa propaganda di regime e viene usata per colpire gli uomini liberi e per rafforzare i poteri forti.
E’ gravissimo che un giornalista venga minacciato di morte, come accaduto al napoletano Alessio Viscardi, solo perché tentava di capire quali fossero i gestori dell’eliporto di Terzigno dal quale è partito l’elicottero dei vergognosi funerali organizzati dai Casamonica a Roma.
Le mafie ed i poteri corrotti hanno paura dei giornalisti liberi e coraggiosi che interpretano il loro mestiere come una missione.
Non vi lasceremo mai soli !

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Luigi de Magistris

Il funerale organizzato dai Casamonica a Roma è vicenda assai grave e pericolosa, come tristi, imbarazzanti e inquietanti sono stati i silenzi o le pezze a colori di rappresentanti di varie istituzioni interessate.
Non deve e non può esistere che si consenta l’organizzazione di un funerale di quella portata, da parte di quelle persone ben note. Con l’aggravante che la Capitale d’Italia è da mesi e mesi sotto i riflettori per le note vicende criminali di mafia capitale e dintorni.
Il livello di attenzione doveva essere massimo. Con l’aggravante ancora che negli ultimi tempi già due episodi diversi ma gravissimi erano accaduti con evidenti responsabilità istituzionali rimaste impunite: l’assassinio del tifoso napoletano Ciro Esposito prima della finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina e l’assalto di barbari tifosi olandesi alla fontana della Barcaccia del Bernini in Piazza di Spagna. E’ impensabile consentire un funerale di evidente simbologia mafiosa con carri, cavalli, suv al seguito, moto, musiche e orchestre dal tenore inequivocabile, manifesti offensivi, chiesa negata al povero Welby e consegnata invece ad un funerale in pompa magna per un esponente di una ben conosciuta famiglia. Il funerale del proclamato re di Roma e proclamando re del Paradiso.
Che vergogna !
Sembra un film con forzature caricaturali, invece è realtà. Italia, Roma, la Capitale del nostro Paese. Un elicottero che lancia petali al funerale. E poi ci riempiono di chiacchiere sulle efficaci misure antiterrorismo in Italia. Credo che quel funerale abbia lanciato un messaggio chiaro: a Roma facciamo quello che ci pare perché possiamo fare tutto, perché la teniamo in pugno. Roma Cosa Nostra direbbero loro. Se soggetti istituzionali sapevano ed hanno consentito sono complici di una delle pagine più buie dell’immagine del nostro Paese nel mondo; se non sapevano sono incapaci di garantire prevenzione e controllo nella Capitale del nostro Paese. Dispiace molto per la stragrande maggioranza di romani ed abitanti della città di Roma che non meritano questo sfregio, questo affronto, questa sfida in una delle città più antiche e belle del mondo. Non meritano, non meritiamo, l’occupazione mafiosa delle Istituzioni del nostro Paese. Roma e l’Italia non meritano le immagini di politici e rappresentanti delle istituzioni che vanno a braccetto con mafiosi e corruttori, ne ricevono voti e favori, e che continuano ad occupare ruoli nelle Istituzioni. Le mafie sono radicate nelle Istituzioni del nostro Paese. Non solo nella politica, la piovra ha esteso tentacoli ovunque.
Un cancro, da estirpare al più presto, con una terapia shock immediata. Hanno occupato pezzi importanti di Stato. Servitori dello Stato onesti non sono riusciti ancora a vincere la guerra, pur vincendo diverse battaglie. Fuori la mafia dallo Stato! Tocca a chi non ha nulla a che vedere con questa putrefazione di corpi, anime e cuori liberare l’Italia. Rivoluzione culturale, politica e civile, lotta quartiere per quartiere. Liberare l’Italia da questa melma istituzionale e politica che occupa le Istituzioni facendone scempio quotidiano.
Questa guerra la Roma onesta, l’Italia onesta la vincerà!

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Luigi de Magistris

Proseguono i lavori per il restauro di monumenti cittadini del Progetto “Monumentando” che prevede la manutenzione di 27 monumenti a costo zero per l’Amministrazione Comunale.
Come corrispettivo, infatti, la società vincitrice del Bando per la ricerca di sponsor utilizza recinzioni e ponteggi come spazi pubblicitari durante l’esecuzione dei lavori.
Lunedì partiranno i cantieri per il restauro dell’ingresso monumentale del Parco Virgiliano e del Ponte di Via Chiaia.
Sono già state restaurate nei mesi scorsi la Fontana del Carciofo e La Fontana di Spina Corona. In corso la manutenzione della Colonna Spezzata che entro settembre sarà conclusa.
I prossimi cantieri riguarderanno l’Obelisco di Porto Salvo, la Fontana del Seguro a Piazza Mercato, la Fontana di Monteoliveto, Il portale in Pietra del Maschio Angioino e tanti altri.
Altri ancora importanti ne stiamo progettando per un nuovo prossimo bando pubblico.
Da settembre poi partiranno altri importantissimi lavori del Grande Progetto Centro Storico Unesco. 100 milioni di fondi europei che siamo riusciti a salvare dai ritardi delle precedenti amministrazioni. Sono già partiti i lavori in 4 siti, l’Insula del Duomo, il Complesso di Santa Maria della Colonna, il Complesso di Santa Maria Maggiore e Cappella Pignatelli. Da settembre partiranno poi Il Complesso Annunziata-Ascalesi, la Chiesa di San Pietro Martire, il Complesso di San Paolo Maggiore e poi a seguire, entro l’anno i grandi progetti di riqualificazione stradale di 87 arterie del Centro antico.

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