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febbraio 2017

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L’altra sera sono passato, in via Scarlatti, all’inaugurazione di un nuovo locale “Salgaderia Brasiliana” che, come si evince dal nome, si ispira alla cultura culinaria brasiliana. Ogni nuova attività che si inaugura è in genere testimonianza di opportunità, creatività e lavoro nella nostra città.

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Ho presentato nei giorni scorsi a Palazzo Venezia il libro di Maurizio Torrealta ‘il filo dei giorni’, un romanzo-inchiesta sul ruolo della Falange Armata negli anni ’90. Torrealta racconta come nel dopo Gladio, terminate le coperture politiche verso i servizi segreti più o meno deviati per impedire che il PCI andasse al governo del paese, la stessa rete abbia continuato a operare ricattando lo stato fino alla presunta trattativa con la mafia. In un paese nel quale la verità storica emerge quando quella giudiziaria ha visto morire i protagonisti delle trame di stato il lavoro di Torrealta risulta drammaticamente prezioso.

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Sono intervenuto nei giorni scorsi al convegno “La scuola come impresa sociale di comunità” promosso dalla rete MediNet. Ho detto che la crisi che patiamo non è solo economica, ma anche politica e morale. Una crisi che va affrontata con radicalita’. Chi oggi si dice impegnato in Europa e nel Mondo a tentare di risolverla sono esattamente gli stessi che la crisi l’hanno prodotta. Tocca affidarsi alle risorse e al capitale sociale umano, oltre che al diritto. Dico che tocca affidarsi al diritto perché da sindaco della città metropolitana, una volta dismesse le province per le grandi città , ho trovato nel bilancio zero soldi stanziati per l’edilizia scolastica. Un atto di profonda irresponsabilità istituzionale e di disinvestimento sul futuro della nostra comunità. Oggi abbiamo in cassa 530 milioni di avanzo, soldi presenti, che Roma non vuole che si spendano perché vorrebbero che servissero a pareggiare i bilanci. 530 milioni di euro che invece sono da investire negli obbiettivi strategici, tra questi la scuola. Ci dobbiamo appellare alla Costituzione repubblicana, perché nella gerarchia delle fonti è la carta primaria, la più autorevole, che riconosce i diritti fondamentali altrimenti sviliti. Hanno provato a svilire anche la Costituzione con un art.81, quello del pareggio di bilancio, che va a discapito di chi giustamente deve vedersi riconosciuti i diritti fondamentali. La pubblica amministrazione deve avere più coraggio. La pubblica amministrazione, quella prossima al cittadino e ai suoi bisogni, deve avere audacia e coraggio. Tocca che le istituzioni, enti e comunità di riferimento, facciano rete. Tocca investire sul nostro capitale sociale e umano, perché la rete che rappresentiamo, la comunità che siamo, è stato l’unico vero argine alla crisi.

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Ho visitato il cantiere del prossimo “albergo sociale” di via Settembrini. Qui troveranno casa 25 persone. In tempo di crisi economica vanno studiate nuove forme per fronteggiare i diritti costituzionali, il patrimonio pubblico non può essere ostaggio di vincoli di bilancio. A Napoli lavoriamo per dare un tetto dignitoso a chi ne ha bisogno.

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L’ inaugurazione dell’ a.a. dell’Università degli studi “Parthenope” che ha avuto luogo la scorsa settimana alla presenza del Ministro all’istruzione Fedeli cade in un momento storico particolare, in cui é forte l’esigenza di offrire una programmazione scolastica di alto livello che sviluppi i talenti degli studenti attraverso adeguati strumenti.
É importante che le istituzioni ognuno per le proprie competenze garantiscano tutto ció.

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Sabato scorso allo scugnizzo liberato iniziativa su diritti, giovani e luoghi di convivenza, organizzato da Maria Giovanna Castaldo. Abbiamo discusso in un luogo di mediazione sociale e culturale popolare della nostra città, un luogo di coesione e solidarietà cittadina: l’ex carcere Filangeri oggi bene comune chiamato Scugnizzo liberato. Siamo parte del contesto sociale dove nascono tutti gli scugnizzi, nessuno escluso, abbiamo tutti una responsabilità sociale verso i nostri ragazzi perché siamo una comunità, una comunità solidale. Nessuno nasce delinquente. Mani tese verso i bisogni.

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Con Massa Critica e con Attac, all’ex Asilo Filangieri, abbiamo ragionato sui bilanci degli enti locali, sulle tematiche dei debiti e in particolare su quello del Comune di Napoli. Un incontro particolare soprattutto perché avvenuto dopo la relazione della Corte dei Conti che ha per natura un approccio rigido sulla spesa di un ente. Nel 2011 il Comune di Napoli era sostanzialmente fallito, tutte le società partecipate sull’orlo del fallimento. Nel momento di crisi economica più forte abbiamo cercato di capire come interpretare le norme in senso costituzionalmente orientato. Lo abbiamo fatto per difendere l’interesse pubblico, unico interesse legittimo che viene troppo spesso sacrificato in favore degli interessi dei poteri finanziari. Abbiamo difeso il diritto all’istruzione, vietando la chiusura delle scuole comunali imposte dal piano di rientro. Un’amministrazione deve poter spendere i soldi che risparmia, e, tra l’altro, fino ad oggi il debito dello stato lo hanno pagato i comuni. Molto debiti e interessi derivati ai danni degli enti locali derivano dalla stagione dei commissariamenti, una condanna ereditata da stagioni passate in periodo dove ancora non era cominciata la peggiore crisi dal 1929 ad oggi. Una eredità patita per scelte politiche non condivise allora come oggi. I servizi essenziali: acqua, trasporto pubblico, igiene pubblica non possono andare sul mercato e a mio avviso non possono essere sottoposti nemmeno a pareggio di bilancio. In questo senso gli audit pubblici sono uno strumento indispensabile per elaborare consapevolezza nella cittadinanza e trasparenza. Con fatica lavoriamo affinché gli enti non considerino come unico parametro di valutazione del patrimonio e dei servizi a disposizione il denaro. Un bene va considerato anche per il fatturato sociale che può produrre, perché è la collettività e il suo beneficio il punto di riferimento per chi amministra.

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Ho incontrato a Palazzo San Giacomo Abdelhamid Senouci Bereksi, Ambasciatore della Repubblica di Algeria in Italia e con lui, in un lungo e cordiale colloquio, ho ripercorso i legami di amicizia tra i due popoli prima del tradizionale scambio di doni.

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Ho incontrato a Palazzo San Giacomo le ragazze della squadra femminile giovanile di calcio Dream Team Arci Scampia. Il progetto della squadra nasce dall’incontro dell’associazione Dream Team Donne in rete, che a Scampia si occupa di orientamento, ascolto e sostegno, con Arci Scampia, scuola di calcio con finalità sociali e culturali. Un bravo ai presidenti Patrizia Palumbo e Antonio Piccolo e belle le nuove tute della squadra, che sono state donate assieme alle divise sportive dall’imprenditore napoletano Antonello Visalli.

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Luigi de Magistris

Martedì all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici – casa dell’indimenticabile Gerardo Marotta – si è tenuto un interessantissimo dibattito su beni comuni ed usi collettivi con la autorevolissima presenza del Prof. Stefano Rodotá. La Città è profondamente onorata del pubblico riconoscimento che il grandissimo Prof. Rodotá ha ritenuto di esprimere per il percorso che insieme -amministrazione e movimenti – hanno fatto per la costruzione di delibere che fanno vivere giuridicamente i beni comuni in città. Il diritto utilizzato nella funzione rivoluzionaria di trasformazione sociale costituzionalmente orientata. Napoli prima linea dell’attuazione della Costituzione: vogliamo rimuovere – con il popolo e per il popolo – ogni giorno sempre di più gli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona umana in direzione della giustizia sociale e dell’uguaglianza dei diritti.

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