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giugno 2019

Sindaco di strada

Questa mattina, presso il Complesso monumentale Santa Maria La Nova, ho partecipato al Convegno “La prevenzione della corruzione per la legalità, l’innovazione e lo sviluppo: La piattaforma ANAC per la predisposizione del Piano di prevenzione della corruzione”, durante il quale è stata presentata la suddetta piattaforma informatica per la rilevazione delle informazioni sui nuovi piani di prevenzione corruzione e trasparenza nell’ambito delle pubbliche amministrazioni, on line dal prossimo 1 luglio.

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Sindaco di strada

Sabato 29 giugno a Napoli si terrà un evento straordinario: un corteo in mare – composto da imbarcazioni civili, kayak, pescherecci e dai rappresentanti di ONG e di Associazioni – attraverserà le acque del Golfo per ribadire che il Mediterraneo è luogo di pace, contaminazione e accoglienza e non di morte e di segregazione.

Per aderire al corteo con un’imbarcazione inviare una mail all’indirizzo: corteoamare@comune.napoli.it.

Info per i punti di partenza: per le imbarcazioni provenienti da Napoli, costiera Sorrentina, Castellammare, appuntamento ore 10:30 nelle acque antistanti il Molosiglio. Per le imbarcazioni provenienti da Pozzuoli, Bacoli, Nisida, appuntamento ore 11.30 nelle acque antistanti Rotonda Diaz.

“É un’iniziativa a costo zero per il Comune di Napoli, fortemente simbolica, per riaffermare l’identità aperta e multiculturale della nostra città. Il punto di incontro delle imbarcazioni è fissato per le ore 10:30 nello specchio d’acqua antistante il Molosiglio; saremo lì, accanto all’imbarcazione della Lega Navale, che ringraziamo per la disponibilità ed il supporto tecnico che ci sta fornendo. Il nostro scopo è sostenere la battaglia dei sindaci e della società civile italiana ed europea contro politiche che stanno provocando decine di migliaia di morti nel Mare Mediterraneo. Mobilitiamoci in tanti e in tante anche per affermare nuovamente la nostra solidarietà ai naufraghi a bordo della Sea Watch 3, da più di 10 giorni oramai al limite delle acque territoriali italiane senza che sia concesso loro un porto sicuro, mentre sulle nostre coste continuano ad avvenire sbarchi di persone disperate”.

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Sindaco di strada

Questa mattina mi sono recato allo Stadio Collana. Ho visitato la struttura, dove procedono i lavori di ristrutturazione. Sono, praticamente, quasi completati quelli relativi alla pista di atletica, al campo e agli spogliatoi. Una buona notizia per i cittadini che presto potranno usufruire nuovamente di una struttura sportiva polivalente, così importante, situata nel cuore della città. Napoli non molla e conquista pezzo dopo pezzo i suoi diritti.

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Sindaco di strada

La vicenda della nave Diciotti, è una pagina triste e buia della storia recente. 177 persone, uomini, donne e bambini, costrette per giorni in mare, senza un porto dove poter scendere. Ieri sera, ho assistito, al Maschio Angioino, allo spettacolo teatrale “Il Caso Diciotti”, organizzato da CantoLibre, blog d’informazione di promozione e tutela dei diritti umani, che ha messo in scena la ricostruzione di tale vicenda.

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Sindaco di strada

Ho partecipato, Ieri pomeriggio, allo scoprimento dell’opera scultorea “Vulcano Grifone” del maestro Lello Esposito, per anni collocata all’interno della caserma Zanzur, sede del Comando Interregionale dell’Italia Meridionale della Guardia di Finanza, ed oggi donata alla città di Napoli. Ciò, in occasione delle celebrazioni del 245esimo anniversario della fondazione delle Fiamme Gialle.

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Sindaco di strada

In diretta da Televomero parleremo della vertenza #Whirpool,del CSM nella bufera, il piano strategico della Città Metropolitana con i suoi oltre 400mln di euro destinati ai 92 comuni e le imminenti #Universiadi.

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Sindaco di strada

Ieri a Cartabianca su RAI3, abbiamo parlato della vertenza WHIRLPOOL, di immigrazione e integrazione. Puoi rivederla e commentarla qui ora.

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Sindaco di strada

𝗣𝗮𝗹𝗮𝗺𝗮𝗿𝗮&𝗖: 𝗜𝗼 𝘀𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗶 𝗵𝗼 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮
𝘋𝘈𝘓 𝘐𝘓 𝘍𝘈𝘛𝘛𝘖 𝘘𝘜𝘖𝘛𝘐𝘋𝘐𝘈𝘕𝘖 𝘥𝘦𝘭 05 𝘔𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 2019, 𝘱𝘢𝘨. 13
𝘥𝘪 𝘓𝘶𝘪𝘨𝘪 𝘥𝘦 𝘔𝘢𝘨𝘪𝘴𝘵𝘳𝘪𝘴

“𝐿‘𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖, 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑖𝑑𝑒 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑙’𝑖𝑛𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑊ℎ𝑦 𝑁𝑜𝑡 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖 𝑓𝑢 𝑎𝑣𝑜𝑐𝑎𝑡𝑎, 𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑠𝑢𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝑖𝑛𝑑𝑎𝑔𝑎𝑡𝑜 𝑒𝑐𝑐𝑒𝑙𝑙𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑒𝑑𝑢𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑃𝑎𝑙𝑎𝑚𝑎𝑟𝑎, 𝑜𝑟𝑎 𝑖𝑛𝑑𝑎𝑔𝑎𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑟𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒”

𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗕𝗼𝗿𝘀𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗼, pochi giorni dopo la strage di Capaci e prima della strage di via D’Amelio, in cui perse la vita, 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲 in un dibattito a Palermo che 𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗙𝗮𝗹𝗰𝗼𝗻𝗲 andavano individuati anche 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮.

Il Consiglio Superiore della Magistratura, e anche altri magistrati, si sono resi responsabili di pagine indegne che portarono all’isolamento di due magistrati simboli nella lotta alla mafia. Ho fatto il pubblico ministero per 15 anni e provengo da quattro generazioni di magistrati, ho saputo di fatti gravi, ma quello che ho visto con i miei occhi fa accapponare la pelle.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗮 𝗽𝗺 di Catanzaro 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝘂𝗮𝗶 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲 pervasivo fatto di commistioni tra criminalità organizzata di tipo mafioso, politici di tutto l’arco costituzionale, affaristi, professionisti, appartenenti a organi di controllo, uomini delle forze di polizia, dei servizi segreti, e numerosi magistrati, tutti uniti dal collante dei poteri occulti delle massonerie deviate, non venni fermato dalla ‘ndrangheta con la coppola e lupara, ma dalla legalità formale del sistema criminale fattosi Stato.

𝗟𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗺𝗶 𝗳𝘂𝗿𝗼𝗻𝗼 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲 dai miei capi che mi dovevano tutelare e invece colludevano tradendo me e, quindi, lo Stato. Il mio trasferimento dalla Calabria per incompatibilità ambientale e lo strappo delle funzioni di pm li decise il Csm all’unanimità, presidente Napolitano, vicepresidente Mancino (poi imputato nel processo nella trattativa tra Stato e Cosa Nostra).

𝐹𝑒𝑟𝑚𝑎𝑟𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑑𝑎𝑔𝑎𝑣𝑎 𝑠𝑢𝑖 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑟𝑟𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑒 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑙 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑖 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑢𝑠𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑢𝑟𝑏𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑚𝑎𝑛𝑜𝑣𝑟𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎.

𝗡𝗢𝗡 𝗠𝗜 𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗺𝗮𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 di aver scoperto nefandezze gravissime commesse da magistrati. Quando magistrati onesti e autonomi della Procura di Salerno, dopo mesi di indagini, scoprirono che, con i miei collaboratori, avevamo agito correttamente ed eravamo stati ostacolati dai vertici della magistratura catanzarese, in collusione con ambienti della borghesia mafiosa, furono anche loro fermati e spazzati via, sospesi o trasferiti, da una forma di colpo di Stato in salsa giudiziaria. Si inventarono la guerra tra Procure tra Catanzaro e Salerno, quando invece vi era un ufficio giudiziario che doverosamente indagava su un altro ufficio giudiziario che reagì indagando chi indagava su di loro. È come se i ladri arrestano le guardie che li stanno arrestando.

𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝗿𝗮 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗮𝗻𝗼 che, con tutto il Csm, avallò questa operazione che 𝗵𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗶 di una gravità inaudita. Quella che 𝗲𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗣𝟮. L‘associazione nazionale magistrati, che vide durante l’inchiesta Why Not che mi fu avocata, le dimissioni del suo presidente perché aveva mentito sui suoi rapporti con un indagato eccellente, 𝗲𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗲𝗱𝘂𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗮𝗺𝗮𝗿𝗮, 𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗮𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗿𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, che non esitò a dare la copertura dei vertici della magistratura associata a quella operazione scellerata. A distanza di dieci anni, molti dei protagonisti del sistema criminale che distrusse le nostre indagini sono stati indagati a vario titolo. La magistratura di Salerno, dopo dieci anni, ha accertato che le indagini Poseidone e Why Not mi furono illecitamente sottratte.

La verità su quello che stavo scoprendo non si saprà mai più per colpa soprattutto di alcuni magistrati e dell’organo di autogoverno che dovrebbe tutelare l ‘ indipendenza dei magistrati. Le funzioni di pm non mi verranno più ridate. Nel corso di questi ultimi dieci anni scandali gravissimi hanno attraversato la magistratura e da ultimo, ancora, il Csm. Sono certo che in magistratura vi sono anticorpi importanti, che i fatti criminali vengono perseguiti da magistrati onesti e coraggiosi, ma la magistratura come ordine, causa anche un crollo della tensione morale nel Paese, e in particolare il suo organo di autogoverno, hanno perso molta credibilità, dilaniati da lotte di potere interno, da correnti che scimmiottano i partiti, da collusioni con il sistema criminale della borghesia mafiosa e di una corruttela imperante.

𝗛𝗢 𝗔𝗠𝗔𝗧𝗢 𝗟𝗔 𝗧𝗢𝗚𝗔 come un figlio, e anche oggi, pur essendomi dimesso per lo schifo che ho subito, amo il lavoro dei magistrati, una missione, ed è per questo che ho il diritto-dovere di dire quello che ho denunciato quando facevo parte dell ‘ ordine giudiziario. Per evitare che ad altri magistrati accada quello che è accaduto a me e ai miei collaboratori. Se un politico è disonesto te ne liberi in cabina elettorale, se un funzionario pubblico, un appartenente alle forze di polizia, peggio ancora un magistrato, sono collusi o corrotti si incrina fortemente la tenuta democratica del Paese. La questione morale è l’emergenza democratica italiana, solo una rivoluzione culturale, una ribellione delle coscienze e il sostegno alle persone oneste che operano nello Stato determineranno l’uscita da questo baratro.

𝘥𝘪 𝘓𝘶𝘪𝘨𝘪 𝘥𝘦 𝘔𝘢𝘨𝘪𝘴𝘵𝘳𝘪𝘴

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Sindaco di strada

Sono stato alla cerimonia di premiazione di “Football Leader 2019”.La manifestazione organizzata dalla Dgs Sport&Cultura e dall’Aiac (Associazione italiana allenatori calcio), come ogni anno ha assegnato i premi, divisi per categoria, alle eccellenze del calcio.
Tema, di quest’anno, della manifestazione è stato il “No Racism”, per lottare contro ogni forma di razzismo e di discriminazione nel calcio.
Napoli da sempre molto sensibile su questo tema, essendo città di mare e quindi sempre aperta ad accogliere e mai a dividere.

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