Programma 2016-2021

Beni Comuni e partecipazione

La direzione intrapresa – e sulla quale intendiamo continuare – mette al centro la democrazia e l’autonomia: il governo del popolo e per il popolo, i bisogni degli uomini e delle donne, salvaguardia dei beni comuni, la devoluzione dei poteri, la realizzazione di nuove forme di democrazia diretta che hanno trovato concreta attuazione attraverso un uso inclusivo del diritto e l’adozione di altre forme innovative e rivoluzionarie di partecipazione cittadina  alla Cosa Pubblica.

Lo provano – tra le tante cose fatte – le delibere sui beni comuni e gli usi civici, la partecipazione dal basso digestione di beni pubblici o abbandonati, “l’adozione civica” di aree verdi, aiuole e vie – prassi che verrà ulteriormente estesa a tutti i beni comuni -, l’internalizzazione della gestione rifiuti e la cacciata di imprese opache dal Comune di Napoli, la pubblicizzazione di Acqua Bene Comune – dando attuazione al referendum sull’acqua pubblica -, e l’individuazione formale di un rappresentante dei comitati per l’acqua all’interno di ABC – secondo un modello di cogestione civica degli enti strumentali del Comune: buona pratica che verrà estesa a tutte le “partecipate” -.
Continueremo nella direzione intrapresa con l’istituzione del “Laboratorio Napoli” per una costituente dei beni comuni e l’approvazione del relativo regolamento, che ha per oggetto  la definizione di 6 consulte, corrispondenti a 6 macro aree tematiche.

Un esempio lo dimostra la convocazione, da parte dell’amministrazione de Magistris, della Commissione Urbanistica – non convocata da 10 anni – e su questa strada si vuole proseguire, nel nostro programma, utilizzando la consultazione di commissioni civiche” come strumento di democrazia diretta. Sempre.

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