Programma 2016-2021

Cultura

In questi anni, Napoli è tornata a essere la capitale di tutti i plurali modi di essere cultura. Dagli asset tradizionali, come il teatro; si pensi all’istituzione della scuola di teatro del Mercadante – grazie a questa amministrazione, oggi “teatro nazionale”– ; o ancora alla valorizzazione di via Duomo,  come via dei musei; alla creazione di nuove collezioni di scultura e pittura dell’Ottocento nel museo civico di Castel Nuovo, con la sistemazione di patrimoni di proprietà comunale; alla trasformazione del PAN in una vera casa della creatività napoletana, dove anche i circuiti fringe e indipendenti possono accedervi, semplicemente formulando proposte.

Tutto questo è avvenuto con un vero e proprio riconoscimento da parte del Comune del lavoro artistico, culturale, sociale, fatto dai collettivi e dai movimenti che hanno riscattato beni comuni da una condizione di degrado: riconoscimento avvenuto nella piena autonomia, senza tentativi da parte del Comune di cooptazione di esperienze che nascono e devono rimanere indipendenti.

La nostra coalizione, inoltre, punterà ancora di più sul dialogo interculturale.  Nel 2005 la Convenzione di Faro, ratificata dall’Italia nel 2013, ha definito il ruolo del patrimonio  culturale come fattore di legame sociale, come fonte utile allo sviluppo umano, alla valorizzazione  delle diversità culturali e alla promozione del dialogo.  Nel Libro Bianco sul Dialogo Interculturale del Consigli d’Europa del 2008 si afferma che la creazione di  un’identità europea non può prescindere dalla condivisione di valori fondamentali, dal rispetto dei  nostri comuni patrimoni, e della diversità culturale, così come dal rispetto della dignità di ogni  individuo.  E’ nostra intenzione, alla luce del lavoro svolto in cinque anni, continuare a promuovere un  processo di valorizzazione partecipativo del patrimonio culturale, basato sulla collaborazione tra  l’Amministrazione Comunale, i cittadini privati, le associazioni  intese come “comunità di eredità”  che desiderano, nell’ambito di un’azione pubblica, essere protagonisti attivi.  Daremo alle politiche culturali obiettivi chiari e misurabili, affinché la cittadinanza non sia solo la mera consumatrice, ma soprattutto la principale produttrice di cultura.  Coinvolgere la cittadinanza e le istituzioni culturali, ampliarne i numeri degli accessi e le tipologie  di attività, attivare strategie di ascolto è una priorità del nostro programma.  Abbiamo liberato spazi per la cultura e continueremo ad incentivare la nascita di luoghi dedicati  alla creatività e alle start up culturali, convinti che la portata economica generata dalla cultura sia  uno degli aspetti determinanti dello sviluppo della Città.

Altre proposte:

  • Individuazione di monumenti/attrattori per ogni quartiere – considerato non turistico – con lo scopo di favorirne lo sviluppo turistico (come avvenuto con il recupero dell’acquedotto dei Ponti Rossi ).
  • Recupero e valorizzazione (dei centri delle periferie) dei nuclei storici dei casali agricoli borbonici restituendo loro  l’antica identità di punto di riferimento e risorsa locale.
  • Ricerca di sponsorizzazioni cui intitolare alcune stazioni dell’Arte in ottica di sostenibilità economica, come avvenuto per il progetto “Monumentando”.
  • Creazione del Parco Archeologico Urbano Forte di Vigliena.
  • Rigenerazione del lungomare tratto Sermoneta – Molosiglio.
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