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Napoli tra gli studenti girava un cartello: “Renzi uguale Higuain”

“Come mai avendo un giocatore come Maradona l’Argentina non riesce a pagare il debito con il Fondo Monetario Interazionale?”. La domanda la poneva nel 1986 don Salvatore, personaggio sublime dei racconti di Osvaldo Soriano. All’epoca avremmo definito la frase come battuta, l’avremmo classificata nella categoria del surreale. Oggi, 2016, qui a Napoli tra gli studenti girava un cartello: “Renzi uguale Higuain”. Cartello non tenero a Napoli rispetto il presidente del consiglio, cartello che ricorda come l’investimento che il governo nazionale ha destinato alla ricerca di tutti gli istituti e università del paese è pari alla spesa della juve per assicurarsi le prestazioni del giocatore argentino: 90 milioni di euro. Il cartello di oggi non è surreale, appartiene alla categoria del neorealismo ma a colori oltre che tridimensionale. È il neorealismo al quale ci ha condannato una politica subalterna ai poteri finanziari, le quali istituzioni sono non democratiche, la cui sovranità non appartiene al popolo ma agli speculatori. La riprova risiede nel dato che alla città metropolitana di Napoli abbiamo in cassa i soldi sufficienti per ristrutturare e mettere in sicurezza tutti i plessi scolastici dell’ex provincia. Lavori di dovuta manutenzione necessari in un paese soggetto a terremoti. Ma tale spesa non può essere programmata a causa delle norme di avanzo vincolato e del patto di stabilità. Norme che frenano la sicurezza e lo sviluppo dei nostri territori. Nonostante questo nel 2016 abbiamo programmato importanti lavori per le nostre scuole (ne cito alcune: ristrutturazione dell’Istituto Caselli a Napoli, costruzione dell’alberghiero a Qualiano, 40 opere per la messa in sicurezza di 20 comuni della città metropolitana tra i quali l’Urbani di San Giorgio a Cremano, il Galvani e il Cartesio di Giugliano, il Giordano Bruno di Arzano e il Pareto di Pozzuoli, messa in sicurezza di 15 edifici nel comune di Napoli tra cui l’industriale “Marie Curie” di via Argine e l’Istituto tecnico “Della Porta” a via Foria, abbiamo finanziato i lavori per il completamento dello scientifico e dell’alberghiero di via Terracina). Il più imponente investimento dal dopo terremoto in rottura con le politiche di strangolamento finanziario dei diritti. Abbiamo dato priorità ai luoghi dove maggiormente va difesa e promossa l’uguaglianza, perché la scuola è in assoluto l’istituzione più democratica del nostro paese e per questo va difesa senza incertezza. Chi non difende la scuola non promuove la democrazia.

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