Sindaco di strada

𝗣𝗮𝗹𝗮𝗺𝗮𝗿𝗮&𝗖: 𝗜𝗼 𝘀𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗶 𝗵𝗼 𝘃𝗶𝘀𝘁𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮
𝘋𝘈𝘓 𝘐𝘓 𝘍𝘈𝘛𝘛𝘖 𝘘𝘜𝘖𝘛𝘐𝘋𝘐𝘈𝘕𝘖 𝘥𝘦𝘭 05 𝘔𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 2019, 𝘱𝘢𝘨. 13
𝘥𝘪 𝘓𝘶𝘪𝘨𝘪 𝘥𝘦 𝘔𝘢𝘨𝘪𝘴𝘵𝘳𝘪𝘴

“𝐿‘𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖, 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑖𝑑𝑒 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑙’𝑖𝑛𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑊ℎ𝑦 𝑁𝑜𝑡 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖 𝑓𝑢 𝑎𝑣𝑜𝑐𝑎𝑡𝑎, 𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑚𝑖𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑠𝑢𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝑖𝑛𝑑𝑎𝑔𝑎𝑡𝑜 𝑒𝑐𝑐𝑒𝑙𝑙𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑒𝑑𝑢𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑃𝑎𝑙𝑎𝑚𝑎𝑟𝑎, 𝑜𝑟𝑎 𝑖𝑛𝑑𝑎𝑔𝑎𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑟𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒”

𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗕𝗼𝗿𝘀𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗼, pochi giorni dopo la strage di Capaci e prima della strage di via D’Amelio, in cui perse la vita, 𝗱𝗶𝘀𝘀𝗲 in un dibattito a Palermo che 𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗙𝗮𝗹𝗰𝗼𝗻𝗲 andavano individuati anche 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗴𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮.

Il Consiglio Superiore della Magistratura, e anche altri magistrati, si sono resi responsabili di pagine indegne che portarono all’isolamento di due magistrati simboli nella lotta alla mafia. Ho fatto il pubblico ministero per 15 anni e provengo da quattro generazioni di magistrati, ho saputo di fatti gravi, ma quello che ho visto con i miei occhi fa accapponare la pelle.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗮 𝗽𝗺 di Catanzaro 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝘂𝗮𝗶 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲 pervasivo fatto di commistioni tra criminalità organizzata di tipo mafioso, politici di tutto l’arco costituzionale, affaristi, professionisti, appartenenti a organi di controllo, uomini delle forze di polizia, dei servizi segreti, e numerosi magistrati, tutti uniti dal collante dei poteri occulti delle massonerie deviate, non venni fermato dalla ‘ndrangheta con la coppola e lupara, ma dalla legalità formale del sistema criminale fattosi Stato.

𝗟𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗺𝗶 𝗳𝘂𝗿𝗼𝗻𝗼 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲 dai miei capi che mi dovevano tutelare e invece colludevano tradendo me e, quindi, lo Stato. Il mio trasferimento dalla Calabria per incompatibilità ambientale e lo strappo delle funzioni di pm li decise il Csm all’unanimità, presidente Napolitano, vicepresidente Mancino (poi imputato nel processo nella trattativa tra Stato e Cosa Nostra).

𝐹𝑒𝑟𝑚𝑎𝑟𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑑𝑎𝑔𝑎𝑣𝑎 𝑠𝑢𝑖 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑟𝑟𝑜𝑡𝑡𝑖 𝑒 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎𝑟𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑙 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑖 𝑚𝑎𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑢𝑠𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑢𝑟𝑏𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑚𝑎𝑛𝑜𝑣𝑟𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑎.

𝗡𝗢𝗡 𝗠𝗜 𝗛𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗺𝗮𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 di aver scoperto nefandezze gravissime commesse da magistrati. Quando magistrati onesti e autonomi della Procura di Salerno, dopo mesi di indagini, scoprirono che, con i miei collaboratori, avevamo agito correttamente ed eravamo stati ostacolati dai vertici della magistratura catanzarese, in collusione con ambienti della borghesia mafiosa, furono anche loro fermati e spazzati via, sospesi o trasferiti, da una forma di colpo di Stato in salsa giudiziaria. Si inventarono la guerra tra Procure tra Catanzaro e Salerno, quando invece vi era un ufficio giudiziario che doverosamente indagava su un altro ufficio giudiziario che reagì indagando chi indagava su di loro. È come se i ladri arrestano le guardie che li stanno arrestando.

𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝗿𝗮 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗮𝗻𝗼 che, con tutto il Csm, avallò questa operazione che 𝗵𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗺𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗶 di una gravità inaudita. Quella che 𝗲𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗣𝟮. L‘associazione nazionale magistrati, che vide durante l’inchiesta Why Not che mi fu avocata, le dimissioni del suo presidente perché aveva mentito sui suoi rapporti con un indagato eccellente, 𝗲𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗲𝗱𝘂𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗮𝗺𝗮𝗿𝗮, 𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗻𝗱𝗮𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗿𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, che non esitò a dare la copertura dei vertici della magistratura associata a quella operazione scellerata. A distanza di dieci anni, molti dei protagonisti del sistema criminale che distrusse le nostre indagini sono stati indagati a vario titolo. La magistratura di Salerno, dopo dieci anni, ha accertato che le indagini Poseidone e Why Not mi furono illecitamente sottratte.

La verità su quello che stavo scoprendo non si saprà mai più per colpa soprattutto di alcuni magistrati e dell’organo di autogoverno che dovrebbe tutelare l ‘ indipendenza dei magistrati. Le funzioni di pm non mi verranno più ridate. Nel corso di questi ultimi dieci anni scandali gravissimi hanno attraversato la magistratura e da ultimo, ancora, il Csm. Sono certo che in magistratura vi sono anticorpi importanti, che i fatti criminali vengono perseguiti da magistrati onesti e coraggiosi, ma la magistratura come ordine, causa anche un crollo della tensione morale nel Paese, e in particolare il suo organo di autogoverno, hanno perso molta credibilità, dilaniati da lotte di potere interno, da correnti che scimmiottano i partiti, da collusioni con il sistema criminale della borghesia mafiosa e di una corruttela imperante.

𝗛𝗢 𝗔𝗠𝗔𝗧𝗢 𝗟𝗔 𝗧𝗢𝗚𝗔 come un figlio, e anche oggi, pur essendomi dimesso per lo schifo che ho subito, amo il lavoro dei magistrati, una missione, ed è per questo che ho il diritto-dovere di dire quello che ho denunciato quando facevo parte dell ‘ ordine giudiziario. Per evitare che ad altri magistrati accada quello che è accaduto a me e ai miei collaboratori. Se un politico è disonesto te ne liberi in cabina elettorale, se un funzionario pubblico, un appartenente alle forze di polizia, peggio ancora un magistrato, sono collusi o corrotti si incrina fortemente la tenuta democratica del Paese. La questione morale è l’emergenza democratica italiana, solo una rivoluzione culturale, una ribellione delle coscienze e il sostegno alle persone oneste che operano nello Stato determineranno l’uscita da questo baratro.

𝘥𝘪 𝘓𝘶𝘪𝘨𝘪 𝘥𝘦 𝘔𝘢𝘨𝘪𝘴𝘵𝘳𝘪𝘴

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Sono stato alla cerimonia di premiazione di “Football Leader 2019”.La manifestazione organizzata dalla Dgs Sport&Cultura e dall’Aiac (Associazione italiana allenatori calcio), come ogni anno ha assegnato i premi, divisi per categoria, alle eccellenze del calcio.
Tema, di quest’anno, della manifestazione è stato il “No Racism”, per lottare contro ogni forma di razzismo e di discriminazione nel calcio.
Napoli da sempre molto sensibile su questo tema, essendo città di mare e quindi sempre aperta ad accogliere e mai a dividere.

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Ho risposto ad alcune domande dei giornalisti a margine di Football Leader. Sarri alla Juve, rapporti con De Laurentiis ed Universiadi tra i temi trattati

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Piazza Municipio del 3 giugno 2019. Intervista al sindaco di Napoli Luigi de Magistris – JulieNews – 1 julienews.it L’informazione Giovane e Libera. Sito di informazione aggiornato 365 giorni l’anno. Filmati, (altro…)

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Ieri pomeriggio sono andato a vedere un’interessantissima mostra organizzata in occasione del 220esimo anniversario dei moti rivoluzionari del 1799, presso la Biblioteca Nazionale. La mostra si inserisce a pieno titolo all’interno del tema “Il diritto alla felicità. Filangieri e il ‘700 dei Lumi” del Maggio dei Monumenti e si intitola “La stagione delle riforme nel Regno di Napoli”.
I documenti originali, i testi rari, autografi e le immagini, testimoniano come la Napoli del Settecento fosse uno dei maggiori laboratori di illuminismo d’Europa. Il pensiero di Filangieri attirò molte personalità di spicco dell’ambiente culturale napoletano, come il medico Domenico Cirillo e il giurista Francesco Maria Pagano. Un periodo storico della nostra città di estrema importanza e che merita di essere approfondito.

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Questa mattina mi sono recato alla Mostra d’Oltremare per partecipare al focus “Infrastrutture materiali e immateriali: per un futuro di sviluppo della coesione e della competitività del mezzogiorno” organizzato dall’Unione Industriali di Napoli. Un incontro utile affinché si possa assicurare la crescita sociale ed economica della Campania e di tutto il meridione.

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Nel tardo pomeriggio di ieri ho portato il mio saluto al convegno medico “Pssss… È ora di parlare ad alta voce della malattia psorisiaca” nella Sala Gotica del Museo Diocesano Donnaregina. Un’occasione di confronto per parlare di una malattia di cui se ne parla poco e che negli ultimi anni ha purtroppo aumentato la sua diffusione.

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Questa mattina mi sono recato alla Mostra d’Oltremare per partecipare al focus “Infrastrutture materiali e immateriali: per un futuro di sviluppo della coesione e della competitività del mezzogiorno” organizzato dall’Unione Industriali di Napoli. Un incontro utile affinché si possa assicurare la crescita sociale ed economica della Campania e di tutto il meridione.

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Oggi ho voluto seguire una fase dei lavori del San Paolo dove si lavora senza sosta per le universiadi che saranno inaugurate il 3 luglio. Sono circa 90 gli operai che ogni giorno lavorano nell’impianto di Fuorigrotta dove nei giorni scorsi è stata completata la nuova pista di atletica e l’impianto audio e di illuminazione. Entro la fine di giugno saranno montati tutti i nuovi sediolini che porteranno la capienza a 55mila posti e saranno montati anche i due nuovi tabelloni elettronici.

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