Sindaco di strada

Ho firmato l’appello, rilanciato anche da Micromega, per l’immediata introduzione dei numeri identificativi per le forze dell’ordine in assetto antisommossa, ritenendo che sia una garanzia democratica per i cittadini e per le stesse forze dell’ordine.
http://firmiamo.it/numeri-identificativi-per-la-polizia-in-antisommossa/

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Sindaco di strada

Napoli, città medaglia d’oro per la Resistenza, non tollera quello che sta accadendo a Gaza. La vita dei civili, di tutti i civili, e il loro diritto alla prosperità e alla pace sono esigenze non più sacrificabili a logiche di geopolitica finalizzate alla paralisi e alla continua contrapposizione. Il processo di pace deve trovare realizzazione e non essere più ostaggio di poche potenze mondiali. Napoli vanta una sua concittadina, Rosa Schiano, oggi nella Striscia di Gaza come volontaria impegnata a raccontare quello che accade lì. Probabilmente unica italiana rimasta dopo l’evacuazione dei nove cooperanti italiani pretesa dal ministero degli Affari Esteri. I cittadini napoletani e l’Amministrazione del Comune di Napoli chiedono oggi al Governo italiano e al ministro degli Affari Esteri di impegnarsi solertemente affinché il cessate il fuoco giunga nel minor tempo possibile e chiede, inoltre, un intervento chiaro dell’Unione europea. L’Amministrazione di Napoli lavora e lavorerà affinché si giunga presto al riconoscimento di uno stato palestinese indipendente e chiede al Governo italiano di sostenere la richiesta che la Palestina rivolge alle Nazioni Unite di essere riconosciuta come stato membro.

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Il governo sta comprimendo la Costituzione dunque non può pensare di reprimere il dissenso sociale con il manganello, per mezzo di ordini dall’alto di cui rimangono vittime le stesse forze dell’ordine, come dall’alto sono piovuti fumogeni dalle finestre del ministero della Giustizia, a Roma, sulla folla dei manifestanti in fuga. La violenza va condannata ma la crisi sociale non va ridotta a questione di ordine pubblico, serve una risposta politica che ascolti le ragioni della disperazione reale che hanno origine nelle politiche lobbistiche di austerità. Il liberismo, identità politica del governo Monti, che tutela solo i poteri forti, sta facendo aumentare vorticosamente le disuguaglianze sociali. Per quanto riguarda le manifestazioni e le piazze, poi, è arrivato il momento di introdurre il codice alfanumerico sulle divise che renda accertabile la responsabilità individuale di chi sbaglia evitando la criminalizzazione di massa. Il mio sogno è vedere unito il paese nella lotta democratica per i diritti e la Costituzione, in un processo di liberazione dai poteri forti e dalle mafie.

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Il Governo non sta facendo nulla per il lavoro, l’istruzione e il Sud. Per questo non ho partecipato all’incontro con i ministri Fornero e Profumo. Invece, come sempre, sono vicino alle lavoratrici e ai lavoratori che lottano per il diritto al lavoro, agli studenti che lottano per il diritto all’istruzione. Oggi sono stato a Pomigliano. È una battaglia che dobbiamo condurre, ce lo dice la stessa Costituzione all’art.1: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Il comportamento dell’azienda Fiat è gravissimo da un punto di vista giuridico ma soprattutto morale. Mettere i lavoratori l’un contro l’altro, per non rispettare una sentenza, è un atto di una gravità inaudita che va stigmatizzato.

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Per il ruolo istituzionale che rivesto in quanto Sindaco di Napoli, non è stata semplice la decisione di non presenziare al vertice italo-tedesco sull’apprendistato che si svolge, oggi, a Napoli. In rappresentanza del Comune ci sarà l’assessore al Lavoro che interverrà illustrando ciò che, finalmente, si dovrebbe attuare per il lavoro nella nostra città e nel Sud. Ho deciso di non esserci perché sul tema del lavoro, a Napoli, non è stato compiuto nulla da parte di chi ha responsabilità di governo. Anzi la città, anche recentemente, è stata lasciata sola. Dato che il diritto al lavoro è il primo diritto sancito dalla Costituzione Repubblicana e dato che per il lavoro ho combattuto importanti battaglie da magistrato e, oggi, da sindaco, ritengo che sia giusto non esserci all’appuntamento odierno. Non esserci per protestare contro l’inesistenza delle politiche occupazionali. Per protestare verso un governo che considera un cacciabombardiere più importante di una scuola; un cacciabombardiere, che porta distruzione e morte, più importante di un bambino. Le politiche del governo ci costringerebbero a tagliare i servizi essenziali, ma anche a questo ci siamo democraticamente ribellati, garantendoli. Se avessimo dovuto infatti seguire le politiche del governo, avremmo dovuto chiudere gli asili nido e le materne all’inizio dell’anno scolastico, ma abbiamo scelto di non farlo, perché per noi l’istruzione vale più dei cacciabombardieri, per noi un bambino vale più delle politiche di morte, per noi il lavoro vale più del capitale. Ed ecco perché, mercoledì, saremo a Pomigliano per le lavoratrici e i lavoratori. Sarò io a recarmi a Roma per ringraziare il governo quando lo stesso governo, finalmente, si accorgerà di quanto sia fondamentale il lavoro per contrastare le mafie, per dare al paese un futuro e per garantire la dignità ad ogni essere umano. Noi come città garantiamo, ovviamente, grazie al lavoro di tutte le istituzioni, lo svolgimento di questo appuntamento tra il ministro Fornero, il ministro Profumo e il rappresentante del governo tedesco. Perché Napoli è una città che accoglie eventi istituzionali e garantisce anche la manifestazione del pensiero, perché Napoli è una grande città democratica che ha rispetto per il governo ma soprattutto, e ribadisco soprattutto, ha rispetto per tutti coloro che si sentono umiliati dalla mancanza totale di politiche per il lavoro. Visto che fino ad ora abbiamo registrato l’assenza di fatti sul tema, pensiamo non sia utile partecipare all’iniziativa di oggi, ricordando al governo la necessità di istituire un tavolo sulle grandi crisi aziendali del nostro territorio e di prospettare serie politiche di sviluppo, oltre ad un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile e per l’emersione del lavoro nero.

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Per il ruolo istituzionale che rivesto in quanto Sindaco di Napoli, non è stata semplice la decisione di non presenziare al vertice italo-tedesco sull’apprendistato che si svolge, oggi, a Napoli. In rappresentanza del Comune ci sarà l’assessore al Lavoro che interverrà illustrando ciò che, finalmente, si dovrebbe attuare per il lavoro nella nostra città e nel Sud. Ho deciso di non esserci perché sul tema del lavoro, a Napoli, non è stato compiuto nulla da parte di chi ha responsabilità di governo. Anzi la città, anche recentemente, è stata lasciata sola. Dato che il diritto al lavoro è il primo diritto sancito dalla Costituzione Repubblicana e dato che per il lavoro ho combattuto importanti battaglie da magistrato e, oggi, da sindaco, ritengo che sia giusto non esserci all’appuntamento odierno. Non esserci per protestare contro l’inesistenza delle politiche occupazionali. Per protestare verso un governo che considera un cacciabombardiere più importante di una scuola; un cacciabombardiere, che porta distruzione e morte, più importante di un bambino. Le politiche del governo ci costringerebbero a tagliare i servizi essenziali, ma anche a questo ci siamo democraticamente ribellati, garantendoli. Se avessimo dovuto infatti seguire le politiche del governo, avremmo dovuto chiudere gli asili nido e le materne all’inizio dell’anno scolastico, ma abbiamo scelto di non farlo, perché per noi l’istruzione vale più dei cacciabombardieri, per noi un bambino vale più delle politiche di morte, per noi il lavoro vale più del capitale. Ed ecco perché, mercoledì, saremo a Pomigliano per le lavoratrici e i lavoratori. Sarò io a recarmi a Roma per ringraziare il governo quando lo stesso governo, finalmente, si accorgerà di quanto sia fondamentale il lavoro per contrastare le mafie, per dare al paese un futuro e per garantire la dignità ad ogni essere umano. Noi come città garantiamo, ovviamente, grazie al lavoro di tutte le istituzioni, lo svolgimento di questo appuntamento tra il ministro Fornero, il ministro Profumo e il rappresentante del governo tedesco. Perché Napoli è una città che accoglie eventi istituzionali e garantisce anche la manifestazione del pensiero, perché Napoli è una grande città democratica che ha rispetto per il governo ma soprattutto, e ribadisco soprattutto, ha rispetto per tutti coloro che si sentono umiliati dalla mancanza totale di politiche per il lavoro. Visto che fino ad ora abbiamo registrato l’assenza di fatti sul tema, pensiamo non sia utile partecipare all’iniziativa di oggi, ricordando al governo la necessità di istituire un tavolo sulle grandi crisi aziendali del nostro territorio e di prospettare serie politiche di sviluppo, oltre ad un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile e per l’emersione del lavoro nero.

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Per il ruolo istituzionale che rivesto in quanto Sindaco di Napoli, non è stata semplice la decisione di non presenziare al vertice italo-tedesco sull’apprendistato che si svolge, oggi, a Napoli. In rappresentanza del Comune ci sarà l’assessore al Lavoro che interverrà illustrando ciò che, finalmente, si dovrebbe attuare per il lavoro nella nostra città e nel Sud. Ho deciso di non esserci perché sul tema del lavoro, a Napoli, non è stato compiuto nulla da parte di chi ha responsabilità di governo. Anzi la città, anche recentemente, è stata lasciata sola. Dato che il diritto al lavoro è il primo diritto sancito dalla Costituzione Repubblicana e dato che per il lavoro ho combattuto importanti battaglie da magistrato e, oggi, da sindaco, ritengo che sia giusto non esserci all’appuntamento odierno. Non esserci per protestare contro l’inesistenza delle politiche occupazionali. Per protestare verso un governo che considera un cacciabombardiere più importante di una scuola; un cacciabombardiere, che porta distruzione e morte, più importante di un bambino. Le politiche del governo ci costringerebbero a tagliare i servizi essenziali, ma anche a questo ci siamo democraticamente ribellati, garantendoli. Se avessimo dovuto infatti seguire le politiche del governo, avremmo dovuto chiudere gli asili nido e le materne all’inizio dell’anno scolastico, ma abbiamo scelto di non farlo, perché per noi l’istruzione vale più dei cacciabombardieri, per noi un bambino vale più delle politiche di morte, per noi il lavoro vale più del capitale. Ed ecco perché, mercoledì, saremo a Pomigliano per le lavoratrici e i lavoratori. Sarò io a recarmi a Roma per ringraziare il governo quando lo stesso governo, finalmente, si accorgerà di quanto sia fondamentale il lavoro per contrastare le mafie, per dare al paese un futuro e per garantire la dignità ad ogni essere umano. Noi come città garantiamo, ovviamente, grazie al lavoro di tutte le istituzioni, lo svolgimento di questo appuntamento tra il ministro Fornero, il ministro Profumo e il rappresentante del governo tedesco. Perché Napoli è una città che accoglie eventi istituzionali e garantisce anche la manifestazione del pensiero, perché Napoli è una grande città democratica che ha rispetto per il governo ma soprattutto, e ribadisco soprattutto, ha rispetto per tutti coloro che si sentono umiliati dalla mancanza totale di politiche per il lavoro. Visto che fino ad ora abbiamo registrato l’assenza di fatti sul tema, pensiamo non sia utile partecipare all’iniziativa di oggi, ricordando al governo la necessità di istituire un tavolo sulle grandi crisi aziendali del nostro territorio e di prospettare serie politiche di sviluppo, oltre ad un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile e per l’emersione del lavoro nero.

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http://www.youtube.com/watch?v=SgqPE-COvaM&feature=youtu.be

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Marchionne deve rispettare la Costituzione, la democrazia, le leggi. Gli operai non si dividono e non si ricattano. Il sindacato non si ostracizza quando non risulta consenziente e asservito. Soltanto un miope padrone può comportarsi in questo modo, danneggiando e umiliando i lavoratori, quindi tutto il Paese e la democrazia. Il governo si deve opporre.

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Domani 30 ottobre, alle ore 10, in piazza Montecitorio, insieme agli assessori della Giunta e ai consiglieri comunali e municipali. Napoli chiede al governo la modifica del decreto sui comuni in pre-dissesto.

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